Ibra sul compagno di squadra: “È cambiato totalmente!”

Le parole di Zlatan Ibrahimovic per Corriere TV.

Infanzia e sportivo che ammira

Queste le parole dell’attaccante rossonero: “Per me, per quello che faceva dentro e fuori dal ring, il più grande sportivo è Muhammad Ali. Se diceva una cosa poi la faceva. Aveva grande personalità.

Ho vissuto diciassette anni nel ghetto con la mia famiglia. Poi dopo, lasciandolo, ho scoperto un nuovo mondo. All’inizio ero molto arrabbiato e perdevo il controllo, in campo e fuori. Poi con l’età l’ho domata, facendola uscire in modo positivo“.

Ibra, Milan, Leao

Miti calcistici e difensori affrontati

Per me il calciatore più forte di tutti i tempi è Ronaldo il Fenomeno. Maradona l’ho visto solo in TV. Ronaldo, anche dal vivo e da piccolo provavo ad imitarlo.

Messi o Cristiano Ronaldo? È difficile, sono entrambi fortissimi. Dico Messi perché ho giocato con lui e perché non è costruito, gli viene tutto in modo naturale.

Ho giocato contro tanti difensori forti, in Italia poi ce ne sono stati tantissimi. Dieci anni fa, poi, i difensori erano più cattivi e non c’era il VAR. Se dovessi fare nomi direi Nesta, Maldini, Stam, Chiellini e Thiago Silva.

Quando giocavo con Thiago, dicevo: “Ho un Ibra in difesa“. Difensore completo, sapeva fare ogni cosa. Poi anche a Parigi abbiamo vinto insieme. È un top nel suo ruolo”.

Mihajlovic e Materazzi? Il primo era un provocatore sportivo, l’altro voleva solo fare male. Lo capisci quando uno ti vuole far male. Infatti ho aspettato il momento giusto per vendicarmi sul campo. Da quel duello mi sono alzato, lui no. È stata la mia risposta dopo cinque lunghi anni.

Pippo Inzaghi, dopo la partita mi ha detto: “È stato il più bel derby mai vinto in carriera. Gol di Ibra e Materazzi in ospedale“.

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Razzismo e ritorno al Milan

“Tutto lo stadio a Roma, dopo aver segnato, era contro di me. Avevo troppa adrenalina. Ho segnato ed esultato a braccia aperte come al solito, però l’arbitro mi ha ammonito. Gli ho chiesto spiegazioni, dato che cinquantamila persone mi urlavano contro e a pagare son stato io. È stato molto strano.

Io mi ricordavo il vecchio Milan, molto diverso da quello attuale. Ma per ritornare in alto servono ancora tanti sacrifici“.

Leao e Scudetto

Fiorentina Milan
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Tutti abbiamo un carattere diverso. Leao è giovane, sta maturando, può ancora crescere. Ha tanto talento, all’inizio non riuscivo a stimolarlo.

Se lui non si aiuta da solo nessuno può farlo per lui. Prima di questa stagione però è cambiato totalmente, ha capito da solo cosa doveva fare.

Scudetto? Vediamo chi vince. Quest’anno il campionato è molto interessante. Lo scudetto però si decide a febbraio o marzo, non ora“.

Ritiro e sofferenza

Il segreto per arrivare a questi livelli a quarant’anni è la mentalità. Sto sfidando il mio fisico tutti i giorni.

Ritiro? Ho un po’ di paura a smettere perché non so cosa mi riserva il futuro. La mia famiglia arrivava da una guerra, sa cos’è la sofferenza e io sono abituato a soffrire. Quando sono arrabbiato gioco ancora meglio rispetto a quando sono felice“.

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