Giroud si racconta: “Con Ibra sana competizione. Milan? Ho un obiettivo!”

Giroud si racconta: “Con Ibra sana competizione. Milan? Ho un obiettivo!”
AC Milan's French forward Olivier Giroud (L) and AC Milan's Swedish forward Zlatan Ibrahimovic react during the Italian Serie A football match between AC Milan and Napoli on December 19, 2021 at the San Siro stadium in Milan. (Photo by MIGUEL MEDINA / AFP) (Photo by MIGUEL MEDINA/AFP via Getty Images)

L’attaccante del Milan, Oliver Giroud, è stato intervistato da “Colinterview – Oh My Goal“.

L’attaccante ex Chelsea ha parlato dei suoi primi mesi al Milan, del suo stato di forma e anche della concorrenza con Ibrahimovic.

Mi sento molto bene, ho la possibilità di giocare senza dolore ed è un lusso quando sei un giocatore professionista e soprattutto hai 35 anni” ha detto riguardo alla sua condizione atletica.

Giroud, Milan, Intervista
Giroud, Milan, Intervista

Sulla prima parte di stagione: “Ho avuto dei problemi fisici non usuali. Ho contratto il coronavirus a settembre dopo essere partito bene e poi ho avuto problemi alla schiena. È una malattia neuromuscolare che accentua tutta l’infiammazione nel tuo corpo e ho avuto problemi alla schiena. Ho forzato e mi sono fatto male tre giorni dopo la negatività. Ero in gruppo per andare ad Anfield in Champions League, sono tornato e mi sono fatto male. Dopo di che ho avuto problemi alla caviglia e all’ischio per un mese. Nel frattempo ho fatto di tutto per tenermi in forma, ho preso tutte le misure preventive“.

Sull’Italia: “A questa età hai abbastanza esperienza e hai una capacità di adattamento abbastanza buona ed è più facile rispetto a quando sei un giovane che ha più pressione quando in un nuovo Paese con una cultura e una lingua diverse. Entrare in contatto con gli altri è stato facile per me conoscendo un po’ l’italiano grazie alle origini di mia nonna. Conoscevo un po’ di parole e questo è importante. La mia integrazione è stata favorita anche dal fatto che ci sono diversi giocatori che parlano francese. Quello che il mister mi chiede in campo è una cosa non troppo complicata per me, perché so che cosa si aspetta da me e che cosa devo fare. Si tratta più di adattarsi agli arbitri che hanno la tendenza a fischiare per contatti più leggeri rispetto a quello che fanno in Premier League“.

Sono piacevolmente sorpreso dal campionato italiano. Ci sono squadre competitive, anche con le piccole è difficile giocare perché giocano con grande intensità. Sono molto fisici. È un campionato che si dice tattico e fisico, ma oggi si fanno tanti gol, ci sono tanti spazi e tanta intensità. Le squadre giocano davvero per fare gol e per noi attaccanti è il top” ha detto riguardo il campionato italiano.

Inoltre, sulla scelta del Milan l’attaccante ha risposto così: “Quando il Milan si è interessato a me, ho chiaramente accettato subito. Per me è stata una prova. Ho parlato con il ds Massara e con Maldini. Mi sono accorto subito che mi hanno cercato e con il discorso che mi hanno fatto mi sono convinto subito. Mi sento fortunato e orgoglioso di aver trascorso 9 anni in Premier League, in grandi club inglesi dove ho vinto così tanto. Ora ho voltato pagina, il Milan è una grande avventura. Voglio vincere e tornare al vertice in Italia

Infine, ha concluso parlando della concorrenza con Zlatan Ibrahimovic per un posto in attacco: “La vedo come una sfida. È un’opportunità averlo come mio partner. È un esempio per tanti attaccanti e quando ero giovane lo amavo, sia in campo che per il suo carattere forte, sia per il fatto di essere esigente ogni giorno con se stesso e con gli altri. È una sana competizione tra di noi“.

Da Pozzuoli con ardore e sangue flegreo, ma con il cuore professionale forgiato all'ombra della Madonnina. Dal 2018 faccio parte del network Nuovevoci, dove trasformo la passione per il calcio in comunicazione. Il mio percorso si è consolidato a Milano con un Master in Giornalismo Sportivo alla Cattolica: un'esperienza che ha svoltato il mio approccio, permettendomi di raccontare oggi l'universo rossonero con una prospettiva che unisce la narrazione del Sud alla dinamicità della capitale del calcio italiano.

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