Theo Hernandez sul suo futuro: l’annuncio!

Theo Hernandez ha rilasciato una lunga intervista al The Athletic in cui ha parlato del suo futuro e non solo.

Theo Hernandez, intervosta, Milan

Le sue parole

Sulla permanenza al Milan: “Sono molto contento al Milan. Qui mi trovo bene, e con la società stiamo discutendo il rinnovo del mio contratto. Le cose procedono molto bene”.

Sul rapporto con Maldini: “Da piccolo guardavo sempre Paolo Maldini giocare. Ho un rapporto molto stretto con lui fin dalla prima volta in cui ci siamo visti a Ibiza. Paolo ha messo subito in chiaro le cose con me dicendomi che ero un giocatore molto forte e che avrei dovuto lavorare duro tutti i giorni. Se oggi sono il giocatore che sono, è anche merito delle sue parole e della sua fiducia nei miei confronti. Continuo a parlare tutti i giorni con Paolo, viene sempre a vederci agli allenamenti. È un onore averlo con noi, è stato il miglior terzino del mondo per tantissimi anni”.

Sul rapporto con Pioli: “Ho avuto tanti allenatori bravi nel mio percorso come calciatore, ma quello che più mi ha cambiato la vita come uomo e come calciatore è sicuramente Stefano Pioli. Dal primo momento in cui è arrivato, mi ha dato la consapevolezza che mi serviva per tirare fuori tutte le mie potenzialità. È grazie a questo che sto giocando in questo modo ora”.

Sul rapporto con Leao: “Certo che sono io il giocatore più veloce. Leao è una scheggia ma il primo posto è mio, senza dubbi. Noi due ci capiamo molto bene perché lui gioca in un modo diverso rispetto agli altri: va sempre nell’ 1 contro 1 e crea spazi per me. Spesso gli avversari non mi seguono nemmeno”.

Sul suo ruolo in campo: “Personalmente mi sento più libero e a mio agio quando taglio in mezzo al campo, dove c’è più spazio. Al Real Madrid, mi mancava la confidenza per giocare in modo così offensivo e non avevo espresso in pieno le mie potenzialità. Qui al Milan invece, la confidenza ce l’ho. Mi trovo meglio a scambiare la palla con le ali e con le punte. Amo attaccare e andare sempre in avanti sul campo. Giocare con più libertà mi permette di segnare di più e fare molti più assist. Questo serve tanto per aiutare la squadra ad ottenere risultati positivi”.

Sulla fascia di capitano: “Per me questo è un grande onore. Essere il capitano del Milan dopo aver lavorato così tanto ogni giorno per questo gruppo mi rende orgoglioso”.

Sul lavoro prima delle partite: “Prima di ogni partita, insieme al mister, decidiamo le strategie di gioco, cercando soprattutto dove potrebbero esserci gli spazi liberi per attaccare i nostri avversari di turno. Ricordo che prima del match contro l’Atalanta, per esempio, il mister mi disse che la maggior parte degli spazi sarebbero stati al centro, e perciò ho tagliato verso il campo e trovato quel grande passaggio per il gol di Calabria a partita appena iniziata”.

Sul ruolo del terzino col passare degli anni: “I terzini non sono come Totti, Zidane o Kakà, ma al giorno d’oggi il calcio sta cambiando e il ruolo del terzino si sta alzando sempre di più all’interno del campo. Io stesso mi considero anche un playmaker. Mi piace aiutare la squadra con gol e assist, mi rende felice. Ma la cosa importante alla fine è vincere le partite. Sto ancora lavorando per questo motivo sulla fase difensiva: un terzino deve prima difendere che attaccare. Pian piano, sto migliorando. Sono ancora giovane e ho ancora molti anni di carriera davanti”.

Sulla Francia: “La chiamata di Deschamps è stata uno dei momenti più belli dello scorso anno. Incredibile, un momento che aspettavo da tantissimo: non vedevo l’ora di giocare con mio fratello. Lo abbiamo fatto in passato, ma con la Nazionale non è la stessa cosa. La vittoria della Nations League è stata una grandissima esperienza. Il mio obiettivo è quello di lavorare e dare il massimo per andare a Mondiale: ovviamente spero di andarci con mio fratello, sarebbe la realizzazione di un sogno”.