Milan a RedBird, Pato dubbioso: dura critica alle proprietà americane! Il motivo

Milan a RedBird, Pato dubbioso: dura critica alle proprietà americane! Il motivo
TIANJIN, CHINA - MAY 08: Alexandre Pato of Tianjin Quanjian reacts during the AFC Champions League Round of 16 first leg match between Tianjin Quanjian and Guangzhou Evergrande at the Tianjin Olympic Center Stadium on May 8, 2018 in Tianjin, China. (Photo by Lintao Zhang/Getty Images)

L’ex giocatore del Milan dal 2008 al 2011 Alexandre Pato, che in rossonero ha segnato 51 gol in 117 gare giocate, è stato intervistato dalla Gazzetta dello Sport, per parlare del futuro societario del Diavolo e quella che sarà la posizione di Maldini all’interno del club. Le parole:

“Cosa succederà a Maldini dopo le sue dichiarazioni? Vivendo in America faccio fatica a interpretare le situazioni. Ma una cosa posso dirla: difficilmente gli americani entrano in una società e cambiano le cose che funzionano. Paolo è una bandiera, ma è anche il dirigente che ha dimostrato di saper gestire il gruppo. È un elemento importante anche adesso, non è soltanto l’uomo che ha fatto la storia del Milan. Quelli che fanno la storia ricevono rispetto, però Paolo adesso è più di questo perché ha dimostrato di essere al top anche nel suo nuovo ruolo. Non credo che la nuova proprietà vorrà privarsene, non mi immagino proprio un Milan senza Maldini”.

Pato, Milan

Nella giornata di ieri, dopo le dichiarazioni del direttore tecnico in cui ha ‘accusato’ sia l’amministratore delegato Ivan Gazidis che Elliott, tra i tifosi sono sorti molti dubbi in merito ad una sua possibile riconferma anche con la nuova proprietà RedBird che dovrebbe mettere le firme per il passaggio di proprietà durante la prossima società.

Da Pozzuoli con ardore e sangue flegreo, ma con il cuore professionale forgiato all'ombra della Madonnina. Dal 2018 faccio parte del network Nuovevoci, dove trasformo la passione per il calcio in comunicazione. Il mio percorso si è consolidato a Milano con un Master in Giornalismo Sportivo alla Cattolica: un'esperienza che ha svoltato il mio approccio, permettendomi di raccontare oggi l'universo rossonero con una prospettiva che unisce la narrazione del Sud alla dinamicità della capitale del calcio italiano.

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