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Tomori fa sognare i tifosi del Milan: “Dall’anno prossimo ci proveremo!”

Intervistato dai microfoni del Corriere dello Sport in occasione della conquista del 19esimo scudetto della storia del Milan, Fikayo Tomori ha commentato così il successo rossonero.

LE PAROLE SUL SUCCESSO

In questo momento faccio fatica a esprimere con le parole quello che sento. Dentro di me ci sono tante emozioni. Mi viene da dire che abbiamo lavorato una stagione per vincere questo Scudetto e ci siamo riusciti. E’ il mio primo titolo con il Milan e mi auguro sia soltanto l’inizio. In realtà noi sapevamo sin dall’inizio di essere forti e che potevamo vincere. Quando sono arrivato, un anno e mezzo fa, eravamo primi in classifica e avevamo come obiettivo un posto in Champions. L’abbiamo raggiunto, ma senza prenderci lo Scudetto. E’ stato naturale, quindi, cominciare questa nuova annata con il proposito di portare a casa un trofeo. Ripeto è una sensazione bellissima e mi fa ancora più piacere, perché qui mi trovo alla grande. Mi sono sentito come un bambino che stava realizzando il suo sogno. Non mi era mai accaduto di avvertire quel tipo di sensazione. Sento davvero molto questa maglia e a mio avviso è una vittoria assolutamente meritata. Devo ancora realizzare completamente la portata di questa vittoria. In tanti messaggi che mi hanno mandato c’è scritto: “Sono felice per te”, oppure “Sono orgoglioso di te”. Mi hanno fatto molto piacere“.

L’OBIETTIVO DELLA PROSSIMA STAGIONE

Adesso sappiamo cosa ci vuole per vincere. Quindi dobbiamo andare avanti allo stesso modo anche il prossimo anno. Vogliamo confermarci campioni, conquistare più trofei possibile e fare meglio in Champions. Avremo ancora più fame e saremo ancora più forti, ne sono sicuro. Seconda stella? Ci manca soltanto uno scudetto, ci proveremo sicuramente. Serviranno tante cose per far meglio l’anno prossimo. Penso all’esperienza, ad una qualità maggiore, magari qualche giocatore in più. Serve tutto: anche la fortuna e certi arbitraggi. Avremmo già voluto ottenere di più in questa stagione, perché ci sentivamo comunque all’altezza. Peraltro era trascorso tanto tempo dall’ultima volta del Milan in Champions. Ma l’anno prossimo arriveremo all’appuntamento ancora più preparati e sono convinto che riusciremo a fare meglio“.

Tomori Milan Scudetto

SUGLI EVENTI STAGIONALI

La vittoria più importante? Sì, quella contro l’Inter sicuramente. Ma penso anche a quella con la Lazio. Sono stati diversi i momenti in cui abbiamo avuto la forza per reagire alle difficoltà e portare a casa il risultato. Quella più complicata? Quella persa in casa con il Napoli, perché era il mio compleanno (risata, n.d.r.). A parte gli scherzi, è stata più difficile quella vinta al Maradona e poi quelle con l’Inter e con la Juve. E non dimentico nemmeno le sfide con l’Udinese: sono molto fisici ed è difficile metterli sotto. Più di un attaccante mi ha messo in difficoltà. Mi vengono in mente Lautaro Martínez, Ciro Immobile, Victor Osimhen e pure Beto dell’Udinese. Anche lui è forte e corre molto. Ce ne sono diversi in Serie A, ma i campioni siamo noi“.

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SU PIOLI, IBRA E I COMPAGNI DI REPARTO…

Il mister mi dà sempre tanti consigli, mi aiuta quando capita di commettere qualche errore. E’ stato molto importante per me. Ma vale per tutto il gruppo. Con un allenatore come lui, sei portato andare tutto sul campo. Ibra è un giocatore fantastico. Ci ha aiutato tanto. Ma la decisione sul futuro spetta unicamente a lui. Il miglior compagno di reparto? Pierre Kalulu, ad esempio, essendo molto giovane, ha bisogno di essere seguito e sostenuto, quindi devo parlare di più. Il discorso è completamente all’opposto con Simon Kjaær, che è un leader naturale: è lui, quindi, a guidare il reparto e a dare indicazioni. Come peraltro è abituato a fare pure  Alessio Romagnoli, che è anche il nostro capitano e che è in questa squadra da tanti anni“.