Adani: “De Ketelaere al Milan? Spero che accada una cosa!”, poi esalta Adli

Adani: “De Ketelaere al Milan? Spero che accada una cosa!”, poi esalta Adli
Club's Charles De Ketelaere fights for the ball during a soccer match between Club Brugge KV and RSC Anderleht, Sunday 22 May 2022 in Brugge, on the sixth and last day of the Champions' play-offs of the 2021-2022 'Jupiler Pro League' first division of the Belgian championship. BELGA PHOTO VIRGINIE LEFOUR (Photo by VIRGINIE LEFOUR / BELGA MAG / Belga via AFP) (Photo by VIRGINIE LEFOUR/BELGA MAG/AFP via Getty Images)

Lele Adani, telecronista e opinionista sportivo, è stato intervistato in esclusiva dalla Gazzzetta dello Sport per parlare un po’ delle possibili rivelazioni della prossima stagione di Serie A. Tra i nomi da lui citati presenti anche quelli di De Ketelaere, anche se non ancora arrivato, e Adli. Le sue parole:

DE KETELAERE

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De Ketelaere

DE KETELAERE

“Lo so, non è ancora arrivato al Milan, anche se incrocio le dita perché succeda. Mi piacerebbe
troppo vedere il belga del Bruges nella nostra Serie A e concedetemi di partire proprio da lui, anche se al momento non è un affare fatto, nell’analizzare le possibili rivelazioni del prossimo campionato. Lasciando da parte i big, De Ketelaere sarebbe l’acquisto a cinque stelle di questa sessione di mercato, la gemma più preziosa e pronta a sbocciare.

Ha semplicemente tutto quello che serve per sfondare, a cominciare dalla testa e per finire ai piedi. Quello che mi colpisce di lui, al di là dei gol o degli assist per i compagni (e i numeri parlano chiaro, sono straordinari per un 21enne, anche se in un campionato minore…), è la postura del corpo nel ricevere palla pensando già alla giocata successiva. È così che si crea il vantaggio sull’avversario da mantenere nei primi 30 metri, pur non essendo un giocatore velocissimo per natura.

E poi sarebbe perfetto nel Milan di Pioli, in quel ruolo dietro alla prima punta e davanti a due della mediana. Perché forse non tutti sanno che De Ketelaere nasce da centrocampista, poi viene avanzato, fino a giocare spesso anche da attaccante puro nell’ultima stagione al Bruges, dove ha segnato molto. Ecco, è un calciatore adatto all’idea di Stefano Pioli, capace di spostarsi in più posizioni, “intercambiandole” di continuo con i compagni. Il tutto con una qualità tecnica fuori dal comune”.

Adli

ADLI

“Adli è un mio cavallo di battaglia da tre anni e mezzo, lo ammetto, perché l’ho conosciuto per motivi
di lavoro quando ancora era giovanissimo. Che dire? Se ti piace il calcio, non puoi non innamorarti della sua eleganza e della sua classe in campo. Perché Adli è senz’altro un giocatore di classe e sono contento sia finito tra le mani di un allenatore moderno e innovativo come Stefano Pioli. In Francia, pur retrocedendo con il Bordeaux dopo aver lasciato il Psg perché non gli avrebbero garantito spazio per giocare e crescere, ha saputo convincere anche i pochi scettici.

Non va però commesso l’errore di considerarlo il sostituto di Kessie: non c’entra nulla con l’ivoriano. Sarò chiaro: Adli per me è un trequartista, nel senso attuale del termine, perché può essere sia una mezzala che un centrocampista offensivo. Per giocare nei due in mediana, invece, gli manca qualcosa: la corsa all’indietro per esempio. Il meglio lo dà quando la sua squadra è in possesso palla, perché è bravissimo nei tocchi che velocizzano l’azione, nella giocata di prima mai banale.

Dovremo semplicemente concedergli tempo, perché credo che con lui Pioli possa replicare quanto fatto con Tonali e gli altri giovani del Milan, saliti tantissimo di livello con il passare dei mesi sotto la guida del tecnico rossonero. Non mi aspetto un Adli pronto a stupire da subito per continuità di rendimento, al massimo a rubare l’occhio degli intenditori con qualche numero estemporaneo. E poi pian piano, con calma e soprattutto cultura del lavoro, sono sicuro che verrà fuori. Il Milan in questo è una garanzia”.

Da Pozzuoli con ardore e sangue flegreo, ma con il cuore professionale forgiato all'ombra della Madonnina. Dal 2018 faccio parte del network Nuovevoci, dove trasformo la passione per il calcio in comunicazione. Il mio percorso si è consolidato a Milano con un Master in Giornalismo Sportivo alla Cattolica: un'esperienza che ha svoltato il mio approccio, permettendomi di raccontare oggi l'universo rossonero con una prospettiva che unisce la narrazione del Sud alla dinamicità della capitale del calcio italiano.

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