Ambrosini non ha dubbi: “Pioli come Ancelotti? C’è una differenza tra i due!”

Ambrosini non ha dubbi: “Pioli come Ancelotti? C’è una differenza tra i due!”
FERRARA, ITALY - NOVEMBER 15: Italy U21 head delegation Massimo Ambrosini looks on before the International friendly match between Italy U21 and England U21 on November 15, 2018 in Ferrara, Italy. (Photo by Alessandro Sabattini/Getty Images)

Intervenuto sulle frequenze di Radio 24 a “Tutti Convocati”, l’ex centrocampista del Milan Massimo Ambrosini ha parlato dell’uscita del film prodotto da Dazn “Stavamo bene insieme”. L’ex centrocampista rossonero, però, non ha perso occasione per parlare anche della situazione attuale della squadra guidata da Stefano Pioli. Queste le sue parole:

“Ogni gruppo di lavoro ha un obiettivo da raggiungere e noi eravamo davvero un gruppo speciale, eravamo una famiglia. Nonostante le nostre personalità fossero molto differenti tra loro, avevamo due aspetti in comune: grande etica del lavoro e grandi ambizioni. Fare cene per risolvere i problemi? Passavamo così tanto tempo insieme in ritiro che avevamo tutto il tempo del mondo per poter risolvere ogni tipo di problema. Solitamente quando veniva organizzata una cena era per festeggiare (ride, ndr)”.

Su Pioli:

Ambrosini, Pioli, Ancelotti

“Pioli mi sembra una persona un po’ meno pacata di Ancelotti anche esternamente. Carlo centellinava i momenti focosi ed erano spesso interni, mai esterni. Stefano, invece, per come vive la partita, tende sempre ad alzare l’asticella in maniera forte. Inoltre, a differenza di Carlo che aveva a che fare con grandi campioni, bisogna dare atto a Pioli di essere riuscito a dare grande consapevolezza ad un gruppo molto giovane”.

Da Pozzuoli con ardore e sangue flegreo, ma con il cuore professionale forgiato all'ombra della Madonnina. Dal 2018 faccio parte del network Nuovevoci, dove trasformo la passione per il calcio in comunicazione. Il mio percorso si è consolidato a Milano con un Master in Giornalismo Sportivo alla Cattolica: un'esperienza che ha svoltato il mio approccio, permettendomi di raccontare oggi l'universo rossonero con una prospettiva che unisce la narrazione del Sud alla dinamicità della capitale del calcio italiano.

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