Rigore Milan-Chelsea, Mount difende Tomori: risposta a sorpresa

Rigore Milan-Chelsea, Mount difende Tomori: risposta a sorpresa
Chelsea's English midfielder Mason Mount reacts during the UEFA Champions League group E, football match between AC Milan and Chelsea, at the San Siro stadium, in Milan, on October 11, 2022. (Photo by Alberto PIZZOLI / AFP) (Photo by ALBERTO PIZZOLI/AFP via Getty Images)

Intervenuto ai microfoni dei canali ufficiali del Chelsea dopo la vittoria con il Milan in Champions League, Mason Mount – protagonista del rigore procurato – ha commentato quanto accaduto dal suo punto di vista.

Il centrocampista inglese si è rivelato dispiaciuto per la severa punizione inflitta a Fikayo Tomori, autore del fallo da rigore e suo ex compagno di squadra, nonchè di nazionale.

Milan Chelsea Mount

LE DICHIARAZIONI

Ovviamente è un mio compagno, conosco Fik da molto tempo ed ero affranto per lui in quella situazione, ero dispiaciuto per lui. Non credo ci fosse l’espulsione. C’era il rigore? Forse sì. Sono un giocatore onesto: volevo provare a segnare e lui mi ha tirato un po’ indietro, ma mi dispiace per lui per quella decisione. È dura. L’ho sentito che cercava di tirarmi indietro, ma stavo correndo verso la porta, quindi non sarei caduto e mi sentivo come se potessi ancora avere l’opportunità di segnare. Quindi sono andato avanti, non ho segnato e poi ovviamente l’arbitro ha fischiato e ha dato subito il rigore Sono rimasto un po’ sorpreso in quel momento perché l’avevo superato e ho provato a segnare. È stato difficile vederlo espulso. Vuoi sempre giocare 11 contro 11 quando ci sono queste partite, quindi forse ha rovinato un po’ il gioco. È stato importante per noi e ovviamente volevamo vincere la partita, cosa che abbiamo fatto, ma provo ancora molto per Fik“.

Da Pozzuoli con ardore e sangue flegreo, ma con il cuore professionale forgiato all'ombra della Madonnina. Dal 2018 faccio parte del network Nuovevoci, dove trasformo la passione per il calcio in comunicazione. Il mio percorso si è consolidato a Milano con un Master in Giornalismo Sportivo alla Cattolica: un'esperienza che ha svoltato il mio approccio, permettendomi di raccontare oggi l'universo rossonero con una prospettiva che unisce la narrazione del Sud alla dinamicità della capitale del calcio italiano.

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