Pallone d’Oro 2022: due rossoneri tra i trenta finalisti

Pallone d’Oro 2022: due rossoneri tra i trenta finalisti
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Il Pallone d’Oro è arrivato all’edizione numero 66. Dopo la non assegnazione nel 2020, causa Covid-19, e la vittoria del solito Leo Messi l’anno scorso, quest’anno il grande favorito è Karim Benzema.

Tra i trenta finalisti c’è anche un po’ di Milan, dato che ci sono Mike Maignan e Rafael Leao.

Getty Images, Mike Maignan, Rafael Leao

Stasera si saprà per certo chi sarà il vincitore e la cerimonia si terrà al Théâtre du Châtelet di Parigi.

Quest’anno il Pallone d’Oro ha cambiato formula, o meglio, ha subito una modifica dei criteri e dei metodi di valutazione, che non danno peso alle rispettive carriere, ma tengono conto di parametri come il Fair play, la classe del singolo giocatore e soprattutto dell’annata disputata.

Tra i trenta candidati nessun italiano, ma oltre i due rossoneri c’è anche lo juventino Dusan Vlahovic.

La lista

Thibaut Courtois (Real Madrid), Rafael Leao (Milan), Christopher Nkunku (Lipsia), Mohamed Salah (Liverpool), Joshua Kimmich (Bayern Monaco), Trent Alexander-Arnold (Liverpool), Vinicius (Real Madrid), Bernardo Silva (Manchester City), Luis Diaz (Liverpool), Robert Lewandowski (Bayern Monaco), Riyad Mahrez (Manchester City), Casemiro (Manchester United), Heung-Min Son (Tottenham), Fabinho (Liverpool), Karim Benzema (Real Madrid) , Mike Maignan (Milan), Harry Kane (Tottenham), Darwin Nunez (Liverpool), Phil Foden (Manchester City), Sadio Mané (Bayern Monaco), Sebastien Haller (Borussia Dortmund), Luka Modric (Real Madrid), Antonio Rüdiger (Real Madrid), Cristiano Ronaldo (Manchester United), Kevin De Bruyne (Manchester City), Dusan Vlahovic (Juventus), Virgil van Dijk (Liverpool), João Cancelo (Manchester City), Kylian Mbappé (Psg), Erling Haaland (Manchester City).

Da Pozzuoli con ardore e sangue flegreo, ma con il cuore professionale forgiato all'ombra della Madonnina. Dal 2018 faccio parte del network Nuovevoci, dove trasformo la passione per il calcio in comunicazione. Il mio percorso si è consolidato a Milano con un Master in Giornalismo Sportivo alla Cattolica: un'esperienza che ha svoltato il mio approccio, permettendomi di raccontare oggi l'universo rossonero con una prospettiva che unisce la narrazione del Sud alla dinamicità della capitale del calcio italiano.

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