“Non pensavo di diventare allenatore”: l’ex Milan a sorpresa

“Non pensavo di diventare allenatore”: l’ex Milan a sorpresa
The team of AC Milan's poses for a group photo ahead of the Audi Cup football match between FC Bayern Munich and AC Milan in Munich, southern Germany, on July 26, 2011. Bottom row L-R: midfielder Kevin-Prince Boateng from Ghana, Dutch midfielder Urby Emanuelson, midfielder Ignazio Abate, midfielder Gennaro Gattuso and striker Antonio Cassana. Top row L-R: goalkeeper Christian Abbiati, Nigarian defender Taye Taiwo, defender Alessandro Nesta, defender Daniele Bonera, Swedish striker Zlatan Ibrahimovic and Dutch defender Mark van Bommel. AFP PHOTO/CHRISTOF STACHE (Photo credit should read CHRISTOF STACHE/AFP via Getty Images)

Sulla scelta di fare l’allenatore: “Io pensavo sarei diventato un dirigente. L’unica a non crederci era mia moglie. Mi diceva “farai l’allenatore”, e io rispondevo come se fosse impossibile. Poi mi sono iscritto al corso solo per completare la formazione ed è stato un colpo di fulmine”.

Sugli allenatori a cui si ispira: “De Zerbi mi sembra un top. Io però sono fortunatissimo a lavorare vicino a Pioli, che umanamente è fuori dal normale e tatticamente all’avanguardia. Quando posso, mi fermo a vedere i suoi allenamenti o mi faccio spiegare come preparerà una partita. Mi apre la testa”.

Abate

Sui talenti della Primavera: “Lazetic? È umile, ha atteggiamento positivo: è un esempio per tutti i compagni. Chaka Traorè ha qualità oltre la media e gradi doti fisiche. Può fare 20 gol all’anno ma deve trovare continuità. Cuenca è stato sfortunato, è arrivato senza preparazione e si è fatto male, ma ora ha quasi recuperato. Scotti, beh… è un 2006, l’ho portato in Primavera a 15 anni. Devi avere una personalità non indifferente per reggere. C’è Coubis che parla poco ma penso possa trainare il gruppo e poi c’è El Hilali che ha responsabilità in quanto vice capitano. Mi aspetto tanto dal punto di vista mentale, per far crescere i compagni”.

Da Pozzuoli con ardore e sangue flegreo, ma con il cuore professionale forgiato all'ombra della Madonnina. Dal 2018 faccio parte del network Nuovevoci, dove trasformo la passione per il calcio in comunicazione. Il mio percorso si è consolidato a Milano con un Master in Giornalismo Sportivo alla Cattolica: un'esperienza che ha svoltato il mio approccio, permettendomi di raccontare oggi l'universo rossonero con una prospettiva che unisce la narrazione del Sud alla dinamicità della capitale del calcio italiano.

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