Albertini avvisa il Milan: “Partita da dentro o fuori!”, poi il retroscena su Capello

Albertini avvisa il Milan: “Partita da dentro o fuori!”, poi il retroscena su Capello
FLORENCE, ITALY - MARCH 12: Demetrio Albertini president of the Technical Sector of FIGC at Centro Tecnico Federale di Coverciano on March 12, 2019 in Florence, Italy. (Photo by Gabriele Maltinti/Getty Images)

Intervistato alla Gazzetta dello Sport, l’ex rossonero Demetrio Albertini ha parlato alla vigilia del derby di Milano. Lui, che ne ha giocati 23, ha raccontato come gestire al meglio una partita da dentro o fuori, soprattutto per Milan. Infine il curioso retroscena con Capello.

Di seguito le sue parole:

“Il 5 febbraio segna la storia del Milan”

“Il derby è l’unica partita di campionato che si vive sempre come un dentro o fuori. Pensate a un turno a eliminazione diretta del Mondiale o di Champions: ecco, quando Milan e Inter si affrontano la pressione sale a quei livelli. E il fatto che si giochi il 5 febbraio, come per il 2-1 dell’anno scorso deciso da Giroud, è un’immagine simbolicamente potente: il 5 febbraio ha segnato e segnerà la storia del Milan di Pioli”.

Albertini Milan Capello

“Cercavamo di compattare il gruppo ancora di più. In quel Milan c’erano grandi campioni, abituati a giocare per coppe e scudetti. Quando arrivava il derby, però, noi sentivamo ogni volta l’esigenza di ricordare a chi non era cresciuto al Milan quanto fosse speciale quella sfida. Il messaggio era: devi dare il massimo per il club, per te stesso, ma anche per noi“.

“Una signora si affacciava dal balcone”, Albertini racconta

Quando il nostro pullman passava da piazzale Lotto c’era una signora che si affacciava al balcone e
sventolava la bandiera rossonera. Se non succedeva, qualcosa sarebbe andato storto. Fu così che una volta scoprimmo che era Capello a farla chiamare tutte le volte”.

Da Pozzuoli con ardore e sangue flegreo, ma con il cuore professionale forgiato all'ombra della Madonnina. Dal 2018 faccio parte del network Nuovevoci, dove trasformo la passione per il calcio in comunicazione. Il mio percorso si è consolidato a Milano con un Master in Giornalismo Sportivo alla Cattolica: un'esperienza che ha svoltato il mio approccio, permettendomi di raccontare oggi l'universo rossonero con una prospettiva che unisce la narrazione del Sud alla dinamicità della capitale del calcio italiano.

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