Charles De Ketelaere non si pente del trasferimento dal Club Brugge al Milan nel 2022. L’attaccante belga oggi all’Atalanta ha chiarito la sua posizione in un’intervista.
De Ketelaere e il Milan: nessun rimpianto sul passato
In una conversazione con il media belga Nieuwsblad, De Ketelaere ha affrontato direttamente la questione del suo passaggio rossonero. “Non rimpiango ancora quel passaggio dal Club Brugge al Milan“, ha dichiarato il giocatore, tracciando una linea netta con chi potrebbe aver ipotizzato rimorsi per quella scelta.

Il trasferimento milanese rappresentò un salto importante nella carriera del belga, anche se gli sviluppi successivi lo hanno portato altrove. De Ketelaere non nega che in quel periodo avrebbe potuto gestire meglio la fiducia in se stesso, ma sottolinea di aver imparato dalla fase difficile. L’esperienza al Milan, dunque, rientra nel suo percorso di crescita complessivo.
Quello che emerge dalle sue parole è una visione matura del proprio sviluppo calcistico. Non si tratta di negare le difficoltà incontrate in rossonero, ma di inquadrarle dentro un processo più ampio. Il giocatore ha metabolizzato quella fase, traendone insegnamenti che gli servono oggi.
Gasperini e l’Atalanta: il contesto tattico che valorizza De Ketelaere
Il vero catalizzatore del rilancio di De Ketelaere è stato l’arrivo all’Atalanta e il lavoro di Gasperini. “Il modo di giocare di Gasperini all’Atalanta mi ha aiutato nello sviluppo”, spiega il belga. In questo contesto, De Ketelaere ha trovato il sistema tattico che esalta le sue caratteristiche. “Penso che in un 3-4-3 o in un 3-5-2 le mie qualità emergano al meglio”, aggiunge, identificando con precisione gli assetti che gli consentono di esprimere al massimo il suo potenziale. La Dea gli ha offerto quella struttura, permettendogli di trasformarsi da giocatore in difficoltà a elemento centrale nel progetto nerazzurro.
Questa considerazione non è casuale. De Ketelaere riconosce che l’ambiente tattico determina il rendimento del giocatore. Gasperini ha saputo posizionarlo correttamente, facendogli trovare quella continuità e quella fiducia che gli erano mancate in precedenza. La maturità nel riconoscere il proprio bisogno di un contesto specifico testimonia l’evoluzione del belga.
De Ketelaere all’Atalanta: il presente senza distrazioni
Sul suo presente, De Ketelaere non lascia spazi a interpretazioni. “Sto bene all’Atalanta. Sono super felice e ho ancora un contratto lungo”, afferma con chiarezza. Il contratto fino al 2028 rappresenta una base solida su cui costruire il suo futuro in nerazzurro. Non ci sono margini per speculazioni su possibili movimenti di mercato nel breve termine. De Ketelaere ha scelto di radicarsi a Bergamo, consapevole che il progetto della Dea offre continuità e stabilità.
La sua filosofia è pragmatica e diretta: “A volte bisogna tenersi stretto quello che si ha”. Questa frase sintetizza l’approccio di un giocatore che ha imparato a non inseguire illusioni, ma a consolidare quello che ha costruito. L’Atalanta rappresenta per De Ketelaere la piattaforma giusta per esprimere il suo calcio, senza distrazioni esterne. Il Milan rimane una tappa della sua storia, ma non una ferita. La sua crescita all’Atalanta sotto la guida di Gasperini ha trasformato quella esperienza rossonera in un capitolo fondamentale della sua evoluzione calcistica.
