Milan, nella vittoria con il Torino c’è lo zampino di Allegri: ecco perché

Milan, nella vittoria con il Torino c’è lo zampino di Allegri: ecco perché
Massimiliano Allegri, allenatore del Milan

Al nono minuto del primo tempo di Milan-Torino è stato ammonito Tomori, che è stato condizionato in tutto il primo tempo, impossibilitato nel suo stile difensivo aggressivo e d’anticipo, costringendo Allegri al cambio all’intervallo. Però in panchina, oltre all’inesperto Odogu, il Milan non dispone di difensori centrali di ruolo: allora Allegri opta per Atekhame, passando al 4-2-3-1 e portando linfa nuova al Milan che ha così intrapreso un secondo tempo dominante portando a casa la partita.

Come Allegri ha cambiato il Milan

La mossa all’intervallo di Allegri ha cambiato la partita, ma sono molteplici i motivi per il quale il Milan ha ripreso in mano la partita. La prima è la forza di Atekhame: il classe 2003 svizzero messo come terzino ha dato spinta e accelerazioni che il Milan non ha avuto per tutta la prima frazione di gioco. La seconda è stata lo spostamento di Saelemaekers più avanti, che ha aiutato il Milan ad avere le qualità del belga negli ultimi 30 metri, senza fare su e giù sprecando energie utili nella trequarti avversaria.

In secondo piano parlano anche le statistiche ha un Xg di 1.20, a discapito del misero 0.20 della prima frazione di gioco; le ali offensive hanno aiutato a creare di più, dando anche più possibilità a Pulisic di svariare, come nel gol del 2-1. Anche difensivamente la squadra di Allegri ha retto meglio, concedendo meno contropiedi e meno azioni da gol, con solo il rigore realizzato da Vlasic come unica azione di merito nei granata in tutto il secondo tempo. La difesa a 4 ha funzionato, e Allegri potrebbe pensare di riproporla già contro il Napoli, per dare quel qualcosa in più al suo Milan in questo finale di stagione.

Da Pozzuoli con ardore e sangue flegreo, ma con il cuore professionale forgiato all'ombra della Madonnina. Dal 2018 faccio parte del network Nuovevoci, dove trasformo la passione per il calcio in comunicazione. Il mio percorso si è consolidato a Milano con un Master in Giornalismo Sportivo alla Cattolica: un'esperienza che ha svoltato il mio approccio, permettendomi di raccontare oggi l'universo rossonero con una prospettiva che unisce la narrazione del Sud alla dinamicità della capitale del calcio italiano.

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