Allegri aveva ragione quando escludeva lo scudetto dagli obiettivi milanisti. Il tecnico bianconero conosceva i limiti reali della rosa e, secondo quanto rivela Pellegatti a Pressing, ha chiesto reforrze a gennaio che la proprietà non ha fornito.
Allegri sapeva: ecco perché non ha mai parlato di scudetto
Carlo Pellegatti ha ricostruito la visione tattica di Allegri durante la sua esperienza al Milan. Il tecnico non ha mai incluso lo scudetto tra gli obiettivi dichiarati perché consapevole delle carenze strutturali della squadra. A differenza di molti commentatori che oggi criticano il rendimento rossonero, Allegri aveva già mappato i problemi: assenza di un attaccante di livello internazionale, difesa fragile, centrocampo incompleto.
“Bisogna chiedere scusa a Max Allegri che, facendo arrabbiare anche me, ha sempre detto che il Milan doveva arrivare tra le prime quattro, ma lo ha fatto perchè conosceva i limiti della sua squadra. Alcuni dicono che questa squadra è forte, ma se facciamo un confronto con la rosa dell’anno scorso non ci sono più Thiaw, Theo e Reijnders. E faccio anche i nomi di Abraham e Jovic perchè oggi il Milan non ha due giocatori come Abraham e Jovic”.

Gennaio: la rottura tra Allegri e la società sul mercato
A dicembre Allegri ha chiesto rinforzi espliciti: un attaccante e un difensore. La richiesta era motivata dal fatto che il Milan stava ancora combattendo per posizioni alte. La società ha risposto con un secco no: non c’era budget disponibile. Eppure, nelle settimane successive, quella stessa proprietà ha trovato i soldi per acquistare Fullkrug e per tentare operazioni su Mateta, Nkunku e altri profili offensivi.
“Allegri sapeva i limiti della squadra. E poi a gennaio è successo il patatrac: lui a dicembre chiede un attaccante e un difensore perchè sta lottando per lo scudetto, ma la società gli dice che non c’è un euro. Gli prendono Fullkrug, Disasi non glielo fanno prendere, però poi ad un certo punto spuntano i 30 milioni per Mateta”.
