Inchiesta stadio San Siro, Sala rompe il silenzio: cosa rischiano Milan e Inter

Inchiesta stadio San Siro, Sala rompe il silenzio: cosa rischiano Milan e Inter
Il sindaco Sala chiarisce il punto sulle indagini legate a San Siro

La Procura di Milano indaga sulla vendita dello stadio San Siro a Milan e Inter ipotizzando turbativa d’asta e violazioni di segreti d’ufficio. Il sindaco Giuseppe Sala risponde alle accuse.

San Siro, l’indagine della Procura: nove indagati e perquisizioni

Nove persone sono finite nel mirino della magistratura milanese per il procedimento che riguarda l’acquisizione dello stadio Giuseppe Meazza da parte dei due club rossoneri. La Guardia di Finanza ha eseguito perquisizioni domiciliari e presso la sede di M-I Stadio, la società partecipata al 50% da Milan e Inter e responsabile della gestione dell’impianto.

I pm contestano ai responsabili dell’azione amministrativa comunale di aver favorito le due società calcistiche nella trattativa per la Grande Funzione Urbana San Siro, violando le regole dell’asta pubblica e rivelando informazioni riservate.

La procedura di vendita è stata al centro di negoziati lunghi e complessi tra il Comune e i due club. Le dinamiche di questa operazione immobiliare coinvolgono questioni di interesse pubblico legate alla permanenza delle due squadre in città. L’inchiesta tocca profondamente i rapporti tra l’amministrazione comunale e il mondo calcistico milanese.

Sala: “Nessun riferimento a corruzione, operato in buona fede”

Il sindaco Sala ha diffuso un comunicato ufficiale in cui respinge le implicazioni più gravi. Di seguito un estratto riportato da Pianeta Milan:

“Non c’è il minimo riferimento a ipotesi corruttive e ciò è di fondamentale importanza”.

Ha dichiarato Sala, sottolineando che le accuse non riguardano tangenti o scambi illeciti. L’amministrazione sostiene di aver agito esclusivamente per il bene della città e secondo le procedure previste dalla normativa vigente.

Il primo cittadino ha chiarito che le interlocuzioni preliminari tra l’amministrazione e i club calcistici rientrano nelle modalità ordinarie previste dalla Legge Stadi e dai protocolli di Partenariato Pubblico Privato. Queste conversazioni non costituiscono irregolarità procedurale, ma rappresentano il normale sviluppo di trattative per operazioni immobiliari di questa portata. Il Comune sostiene che il procedimento è stato condotto nell’esclusivo interesse pubblico, mirando a evitare l’abbandono della città da parte di Milan e Inter.

L’amministrazione sostiene che gli uffici comunali hanno operato in buona fede durante tutto il procedimento. Sala ha concluso dichiarando fiducia nello sviluppo delle indagini, ritenendo che la magistratura chiarirà il contesto in cui le decisioni sono state prese. La posizione del Comune rimane ferma: il processo di acquisizione di San Siro da parte di Milan e Inter è stato condotto secondo le regole e nell’interesse pubblico della città.

Redazione SpaziMilan
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