Milan, un dato spaventa Allegri e tifosi: un tabù che regge dal 2012!

Milan, un dato spaventa Allegri e tifosi: un tabù che regge dal 2012!
Massimiliano Allegri in panchina durante una partita del Milan. Fonte: SpazioMilan

Il Milan convive ormai da anni con un problema strutturale che ha inciso profondamente sulla sua identità offensiva: l’assenza di un vero bomber continuo e dominante. Dopo l’epoca d’oro guidata da Zlatan Ibrahimovic, capace di trascinare la squadra con numeri straordinari, i rossoneri non sono più riusciti a trovare un attaccante in grado di garantire rendimento costante e leadership realizzativa nel lungo periodo, nonostante i tanti milioni spesi negli anni.

L’eredità pesante di Ibrahimovic e il ruolo di Giroud

Dopo la stagione 2011/2012, chiusa da Zlatan Ibrahimovic con 28 gol, il Milan ha inseguito senza successo un nuovo punto di riferimento offensivo. Nonostante diversi tentativi sul mercato, nessun attaccante è riuscito a replicare quella stagione e superando quota 20 gol. Il ritorno dello svedese anni dopo ha avuto più un valore simbolico che strutturale, evidenziando la mancanza di alternative solide. In questo contesto, Olivier Giroud si è ritagliato un ruolo importante, diventando un punto fermo grazie alla sua esperienza e intelligenza tattica. Tuttavia, pur garantendo un buon numero di gol, non rappresenta quel tipo di bomber dominante capace di trascinare da solo una stagione.

I milioni spesi per i vari Bacca, Luiz Adriano, Piatek e Gimenez non hanno risolto la questione bomber, ma anzi hanno contribuito ad alimentare le voci della mancanza di professionalità nel scegliere il terminale offensivo. Ora starà a Tare e proprio ad Ibra scegliere il terminale offensivo per il prossimo campionato, per provare a spezzare questa maledizione.

Da Pozzuoli con ardore e sangue flegreo, ma con il cuore professionale forgiato all'ombra della Madonnina. Dal 2018 faccio parte del network Nuovevoci, dove trasformo la passione per il calcio in comunicazione. Il mio percorso si è consolidato a Milano con un Master in Giornalismo Sportivo alla Cattolica: un'esperienza che ha svoltato il mio approccio, permettendomi di raccontare oggi l'universo rossonero con una prospettiva che unisce la narrazione del Sud alla dinamicità della capitale del calcio italiano.

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