La qualificazione alla prossima Champions League, mai stata in dubbio fino a qualche giornata fa, è fondamentale per continuare il progetto e per teneri i top presenti in rosa. Anche Leon Goretzka osserva il Milan dalle ultime tre giornate. Il centrocampista tedesco del Bayern Monaco ha aperto seriamente, ma la qualificazione alla Champions League rappresenta la conditio sine qua non per arrivare a lui e teneri i migliori.
Mercato Milan, Champions determinante per Goretzka: la situazione
Come rivela Tuttosport, il centrocampista tedesco sta valutando concretamente il passaggio ai rossoneri, con Massimiliano Allegri tra i principali sponsor della trattativa. L’ipotesi di costruire una mediana con Goretzka, Modric e Rabiot affascina il progetto tecnico milanista. Ma c’è un problema: il Milan non può permettersi il lusso di fallire l’obiettivo Champions per la seconda stagione consecutiva.
Goretzka ha segnato 3 gol nelle ultime quattro giornate di Bundesliga. La sua qualità è indiscussa. Tuttavia, il centrocampista non firmerà per una squadra che rischia di escludersi dalla massima competizione europea. I no di Akanji e Hojlund hanno già dimostrato quanto sia determinante la partecipazione alla Champions nel convincere i giocatori a scegliere San Siro. Entrambi hanno rifiutato il Milan proprio per l’assenza di quel palcoscenico.
La sconfitta contro il Sassuolo ha rappresentato il punto di rottura. Allegri stesso l’ha definita la partita più brutta dell’anno: novanta minuti di vuoto totale, coincisi paradossalmente con l’assenza di Luka Modric in mediana. Il croato non ha giocato, e il Milan ha toccato il fondo. Adesso la squadra non ha più margini di errore. Ogni punto perso da qui a fine stagione avvicina lo scenario peggiore: la mancata qualificazione.

Milan, quante uscite senza Champions: via tanti top!
Se il Milan non si qualifica per la Champions, Modric non rinnoverà e probabilmente si ritirerà dopo il Mondiale. Il campione croato vuole giocare un’ultima volta la competizione che ha vinto sei volte con il Real Madrid. La sua permanenza dipende esclusivamente dal verdetto delle prossime tre giornate.
Discorso simile vale per il suo compagno reparto Adrien Rabiot: senza Champions anche il francese può partire. Sullo sfondo restano vive anche le possibili partenze di Maignan e Leao, guadagnano stipendi alti e senza qualificazione per il secondo anno di fila diventa faticoso sostenere questi costi. Insomma, c’è un grande rischio di disgregazione.
La partita contro l’Atalanta di domenica diventa così qualcosa di più di una semplice gara di campionato. È il primo vero banco di prova per capire se questa squadra ha ancora la forza di reagire. Il clima non sarà amichevole, l’ambiente è teso, i margini sono ridotti al minimo. Se il Milan fallisce la Champions per la seconda volta consecutiva, il crollo sarà verticale: economico e tecnico.
