Gerry Cardinale ferma ogni ambiguità sulla struttura decisionale del Milan: nessuno ha diritti di approvazione sul mercato dei trasferimenti se non lui. Il proprietario rossonero, che controlla il club tramite RedBird, ha voluto precisare il perimetro dei poteri di firma dopo le recenti dichiarazioni sul ruolo dell’amministratore delegato Massimo Calvelli.
Cardinale: nessuna delega sul calciomercato
Come riporta Calcio e Finanza, Cardinale aveva spiegato come Calvelli disponesse di potere di firma per operazioni fino a 50 milioni di euro. Una informazione che ha spinto il proprietario americano a intervenire direttamente. “Nessuno al Milan ha diritti di approvazione, a qualsiasi soglia, sul mercato dei trasferimenti, a parte me“, ha dichiarato Cardinale. “Io approvo ogni singolo centesimo e sono l’unico a dare il via libera finale sul calciomercato“. La dichiarazione non lascia spazi interpretativi: ogni operazione di mercato passa dal vaglio definitivo del proprietario.
Il meccanismo decisionale rossonero funziona secondo un modello che Cardinale definisce collettivo nella fase preparatoria, ma centralizzato nella fase conclusiva. “Nel modo in cui operiamo, il mio potere di approvazione è unilaterale“, spiega il fondatore di RedBird. “Come ho detto in conferenza stampa, facciamo le cose come una squadra“. Il team continua a fornire raccomandazioni, l’allenatore e gli altri dirigenti offrono input, ma la decisione finale appartiene esclusivamente a Cardinale.
La struttura gerarchica: squadra ma con capo
Il modello organizzativo combina consultazione interna e comando verticale. Cardinale non nega il lavoro di squadra, ma chiarisce che esso rappresenta la fase di valutazione e discussione, non quella di deliberazione. “Il team continuerà a fare raccomandazioni e lavoriamo come una squadra. Abbiamo molti input dall’allenatore e dal mio team. Ma alla fine, quando arriva il momento di prendere una decisione, la approvo io“. La dichiarazione riflette una visione gerarchica dove la democrazia interna si ferma prima della firma finale.
Questa posizione assume rilievo nel contesto attuale del Milan, dove Amorim ha appena assunto la guida tecnica e il calciomercato si muove con operazioni significative. Gila è in visite mediche, il Milan continua a muoversi su più fronti. Cardinale, definendo chiaramente i confini della propria autorità, invia un messaggio interno ed esterno: non ci saranno conflitti tra livelli gerarchici perché la struttura di comando è trasparente e non negoziabile.
Il Milan di Cardinale procede con una direzione univoca sul mercato. Ogni operazione, dal più piccolo trasferimento ai colpi più importanti, sarà sottoposta al vaglio finale del proprietario americano. Questa centralizzazione decisionale caratterizzerà l’approccio del club rossonero nel calciomercato dei prossimi mesi, con Amorim che potrà fornire indicazioni ma dovrà attendere l’approvazione definitiva di Cardinale per ogni movimento.
