Curva Sud Milan ha scelto di rinnovare in blocco gli abbonamenti nonostante l’attacco frontale alla proprietà americana. Gli ultras rifiutano il boicottaggio perché controproducente.
Curva Sud: abbonamenti confermati, ma guerra alla dirigenza
Nel giorno dell’apertura della campagna abbonamenti, il tifo organizzato rossonero ha pubblicato un comunicato durissimo. La decisione di rinnovare le tessere non rappresenta fiducia alla proprietà, ma un’atto di resistenza identitaria consapevole. Molti tifosi avevano chiesto di boicottare per colpire economicamente la società attraverso il portafoglio. La Curva Sud ha scelto una strada diversa, analizzando i numeri del bilancio.
Gli abbonamenti generano circa il 5% degli introiti complessivi annuali, circa 20 milioni di euro. I ricavi dalle singole partite sono tre volte superiori, mentre i veri guadagni derivano dai diritti televisivi e dalla gestione dei calciatori. Rinunciare alle tessere non svuoterebbe lo stadio: accelererebbe solo la sostituzione dei tifosi con turisti e clienti paganti, permettendo alla proprietà di rivendere gli stessi posti a prezzi maggiorati partita per partita. Il boicottaggio sarebbe un regalo alla società, non un danno.
Tifosi Milan, lo stadio pieno come ultimo baluardo romantico
La Curva Sud traccia una linea di confine netta: i proprietari passano, la storia del club resta. Riempire gli spalti diventa l’unico argine rimasto contro la monetizzazione totale. Il comunicato afferma che popolare i gradoni è “l’unica via per rimanere l’ultimo baluardo a difesa dei colori rossoneri“. Spegnere quella luce significherebbe arrendersi definitivamente a un calcio dove il tifo conta meno della rendita commerciale.
Il gruppo ha deciso di mantenere accesa la passione tramandata da generazioni, nonostante le scelte imprenditoriali della società che negli ultimi anni hanno messo a dura prova la tifoseria. Gli ultras ricordano: “Il Milan siamo noi, con le nostre bandiere, la nostra voce, la nostra presenza in ogni stadio d’Italia e d’Europa“. Abbonarsi non significa finanziare i progetti dirigenziali, ma difendere l’identità del club dalla trasformazione in azienda pura.
Questo approccio della Curva Sud Milan rappresenta una strategia opposta al boicottaggio. Invece di svuotare gli impianti, il tifo organizzato sceglie di riempirli, trasformando la presenza fisica in un atto politico. Quando la stagione inizierà, gli spalti pieni saranno una dichiarazione di guerra più efficace di qualunque protesta, ricordando che il calcio senza passione è solo business, e il Milan appartiene a chi lo ama.
