Piero Ausilio rappresenta il profilo dirigenziale che il Milan ricerca da mesi. Carlo Pellegatti, giornalista, ha lanciato una proposta decisa a Gerry Cardinale: ingaggiare subito l’ex dirigente nerazzurro come direttore sportivo della società rossonera.
Ausilio: il dirigente che ha vinto due scudetti in quattro anni
Ausilio arriva da un palmarès impressionante. Negli ultimi quattro anni all’Inter ha costruito squadre competitive senza ricorrere a investimenti astronomici, portando a casa due scudetti e due finali di Champions League. La sua capacità di gestire il mercato con equilibrio contrasta nettamente con l’approccio attuale del Milan, dove le operazioni in entrata sono spesso disproporzione rispetto ai ritorni in uscita.
Il dirigente è attualmente libero sul mercato, una circostanza rara per un profilo di questo calibro. Ha lavorato accanto a figure di rilievo come Moratti, Marotta e Sabatini, costruendo un bagaglio di esperienza che spazia dal calcio italiano a quello internazionale. La sua assenza da un incarico di primo piano rappresenta un’anomalia nel panorama calcistico europeo.
Milan: sei giocatori in prestito e il problema delle cessioni
Il mercato rossonero ha evidenziato un problema strutturale: l’incapacità di monetizzare le uscite. Sei elementi non sono stati piazzati a titolo definitivo e hanno trovato sistemazione solo in prestito, una soluzione che non genera ricavi e complica la programmazione futura. Un giocatore valutato 50-60 milioni è stato ceduto a 38, una perdita di valore che non si dovrebbe verificare in una gestione efficiente.
Pellegatti sottolinea come l’affidamento a procuratori come Jorge Mendes comporti squilibri nel bilancio operativo. Mendes genera movimento negli acquisti, ma fatica a valorizzare le uscite: non è la sua specialità. Ausilio, al contrario, ha dimostrato di saper gestire entrambi i versanti del mercato con pragmatismo, evitando sprechi e massimizzando i ritorni.
Cardinale deve intervenire: il Milan ha bisogno di un grande dirigente di campo
Cosa differenzia un direttore sportivo efficiente da uno ordinario? La capacità di costruire progetti sostenibili, negoziare con equilibrio e sostituire i partenti senza creare vuoti. Ausilio ha dimostrato tutto questo all’Inter; il Milan ne ha assoluto bisogno dopo gli addii di Maldini e Massara.
Cardinale aveva valutato l’idea di inserire una figura come head of football nei quadri dirigenziali. Non ha colta l’occasione di richiamare Adriano Galliani, una scelta discutibile a detta di Pellegatti. Ora non può ripetere l’errore con Ausilio. La parentesi di Igli Tare è stata troppo breve per incidere profondamente sulla struttura organizzativa. Un grande dirigente di campo, proveniente da ambienti di eccellenza, rappresenta ciò che manca al Milan per tornare competitivo sul mercato.
Il Milan ha costruito una squadra con Ramos e Moreira, ma la gestione complessiva delle operazioni rivela fragilità. Ausilio non è un nome secondario: è un dirigente che ha vinto in Italia e che conosce le dinamiche del calcio europeo. Se Cardinale vuole correggere la rotta del calciomercato rossonero, Ausilio è la soluzione concreta e immediata.
