Franco Baresi e la storia del calcio italiano offesi da un atto vandalico. Walter Zenga condanna il gesto contro il murale dedicato all’ex capitano rossonero.
Il murale di Baresi imbrattato: il gesto che divide
Un murale dedicato a Franco Baresi, posizionato nella piazza antistante Casa Milan, è stato vandalizzato nella serata di ieri. L’atto è stato denunciato dal consigliere comunale Alessandro Giungi, scatenando reazioni di indignazione trasversali rispetto alle appartenenze calcistiche.
A poche settimane dalla scomparsa dello storico capitano rossonero, il ricordo e il rispetto per Baresi restano intatti, indipendentemente dalla fede calcistica di chi lo ricorda.
Il Milan ha già avviato le ricerche dei responsabili grazie alle telecamere di sorveglianza presenti in zona. Il gesto rappresenta però qualcosa di più di un semplice danno al patrimonio urbano: tocca una figura che ha incarnato valori fondamentali per il calcio nazionale.
Visualizza questo post su Instagram
Zenga attacca: “Baresi non si tocca, rappresenta il rispetto”
Walter Zenga, storico portiere dell’Inter e avversario diretto di Baresi in decine di scontri diretti, ha scelto di intervenire pubblicamente sulla questione:
“Franco Baresi è stato un avversario, un compagno in Nazionale, un capitano e soprattutto un uomo che ha dato dignità al calcio italiano. Imbrattare la sua immagine non offende soltanto il Milan o i suoi tifosi. Offende la storia del nostro calcio e tutti quelli che sanno ancora cosa significhi la parola rispetto”.
La dichiarazione dell’ex portiere dell’Inter va oltre la semplice condanna. Rappresenta un messaggio chiaro sul valore universale della figura di Baresi, capace di unire anche chi per anni lo ha affrontato in campo:
“Chi ha fatto questo non rappresenta nessuna tifoseria. Rappresenta soltanto se stesso e la propria miseria. Le maglie dividono. Il rispetto deve unirci. Sempre. Franco non si tocca“.
Il significato del gesto oltre il calcio
L’atto vandalico rappresenta un attacco non solo a Baresi, ma a un simbolo collettivo. Zenga non parla per il Milan o per i suoi tifosi, ma per il calcio italiano nel suo insieme. Questo distingue la reazione dalla semplice difesa campanilistica e la eleva a questione di principio. Chi imbratta non esprime una posizione calcistica legittima, ma si riduce a manifestazione di violenza senza causa.
Messaggi di indignazione sono arrivati da più parti, testimonianza di come il gesto abbia colpito una sensibilità diffusa. Baresi, nella memoria collettiva, non è soltanto una leggenda del Milan. È un riferimento morale per generazioni di appassionati di calcio, indipendentemente dal club di appartenenza.
