Fikayo Tomori è di nuovo a disposizione del Milan. Il difensore inglese torna nella rosa rossonera dopo essere stato escluso dal progetto di Ruben Amorim durante il calciomercato.
Tomori e la mancata cessione: il dietro le quinte
La strategia iniziale era chiara: il centrale doveva partire. Amorim aveva deciso di metterlo fuori dal progetto e il Milan lo aveva inserito nella lista dei cedibili, convinto di trovare una soluzione prima della chiusura del mercato. Gli incontri, le trattative, le valutazioni: niente ha portato a un trasferimento concreto. Nessun club ha presentato un’offerta ritenuta adeguata, e i giorni sono passati inesorabilmente verso il gong finale.
Il problema non era solo la partenza di Tomori. Il Milan aveva bisogno di un sostituto, un centrale che potesse colmare il vuoto lasciato dall’inglese. Anche questo obiettivo è rimasto incompiuto. La doppia mancanza ha costretto il club a una scelta obbligata: riportare Tomori in organico, trasformando una strategia di mercato fallita in una necessità tattica.

Un morale da recuperare
L’allenatore portoghese si trova ora a dover ricucire una situazione delicata. Tomori, escluso dal progetto e messo sul mercato, rientra in un ambiente dove la fiducia è stata pubblicamente compromessa.
Il difensore ora dovrà convincere tutti per riprendersi il posto da titolare: la concorrenza c’è. Pavlovic e Gila sono difficili da lasciare fuori, ma con la difesa a tre può cambiare tutto: sarà un testa a testa con Gabbia e De Winter, con l’inglese che proverà ad avere la meglio.
Per il Milan sicuramente si tratta di un ritorno in rosa molto importante: l’ex Chelsea ha già mostrato di essere un calciatore di livello, deve solo ritrovare la sua forma fisica migliore.
