Christopher Nkunku ha scelto di andare al Lipsia e non ha risparmiato critiche al Milan, spiegando le ragioni dell’addio dopo una sola stagione in rossonero.
Nkunku e il Milan: incompatibilità tattica
L’attaccante francese ha parlato in conferenza stampa alla vigilia della Champions League contro il Como, toccando direttamente il tema rossonero:
“Io rispetto la loro decisione, anche se per certi versi non la capisco. Al Milan non ho avuto infortuni, ma la squadra giocava diversamente dal mio modo di fare calcio”.
Una critica sostanziale rivolta non all’ambiente, ma al progetto tattico rossonero. Nkunku non è stato un acquisto marginale: il club aveva investito risorse significative per portarlo a Milanello, convinto di aver trovato la soluzione offensiva ideale. La realtà tattica ha smentito le aspettative. Il giocatore rivendica perciò ora il diritto di giocare secondo il suo stile, non di adattarsi forzatamente a schemi che lo limitano.
“Ho voluto fortemente tornare qua, volevo giocare il mio calcio”,
ha ribadito, sottolineando come il Lipsia rappresentasse l’unica scelta coerente con le sue ambizioni.

Il ritorno al Lipsia: fame e riscatto
Al Lipsia, Nkunku ha trovato l’ambiente ideale per ripartire.
“Sono affamato, voglio dare tutto me stesso. Gli ultimi 3 anni non sono andati come mi sarei aspettato e ora voglio solo divertirmi. Ho parlato col tecnico, avevo altre opzioni ma sentivo di dover tornare qua”,
ha spiegato, confermando che il Lipsia era l’unica destinazione reale nella sua mente.
La squadra di Lipsia offre a Nkunku uno spazio tattico che il Milan non poteva garantire. Il calcio propositivo tedesco corrisponde alla sua filosofia di gioco: movimento costante, ricerca della profondità, libertà creativa nell’attacco. Non è una coincidenza che l’attaccante abbia scelto di tornare a una realtà che conosce bene, dove ha già dimostrato il suo valore.
“Qua ci sono sempre stati talenti, non ci sono molte differenze rispetto alla mia prima esperienza”.
