Pavlovic svela: “Mi volevano altre squadre, ma io volevo solo il Milan”, poi su Allegri e Amorim

Pavlovic svela: “Mi volevano altre squadre, ma io volevo solo il Milan”, poi su Allegri e Amorim
Pavlovic esulta durante una partita del Milan in maglia Emirates

Strahinja Pavlovic ha scelto di restare al Milan nonostante le opportunità estive, convinto dal progetto di Ruben Amorim. Il difensore serbo ha rivelato come rivela Tuttosport la sua lealtà al club rossonero e il rapporto costruito con il nuovo allenatore portoghese.

Pavlovic e il no alle altre squadre: Amorim ha convinto subito

Le big europee hanno provato a strappare il centrale dalla Milano rossonera durante l’estate. Pavlovic ha però respinto ogni avance. La decisione è stata netta: “Non volevo andare via. Quando ho parlato per la prima volta con Amorim, ho capito di essere un giocatore centrale nel suo progetto tattico”. Altrove avrebbe rischiato un ruolo marginale, in rossonero è un vero leader. Il rinnovo di contratto rimane una questione aperta, ma la volontà del giocatore è cristallina: “Mi piace tanto stare qui e mi trovo benissimo a Milano, una città dove mi sono ambientato bene con la mia famiglia”, ha dichiarato.

L’impatto dello staff portoghese nello spogliatoio è stato positivo sin da subito: “È un allenatore ancora giovane, mi piace perché si capisce che comprende bene cosa pensano e provano i calciatori”. Pretende il massimo, anche se mantiene un rapporto cordiale e umano fuori dal rettangolo verde. Dopo soli due mesi, Pavlovic ha già notato miglioramenti significativi nel gioco collettivo.

Da Allegri ad Amorim: il cambio tattico e la difesa a tre

Il passaggio da Massimiliano Allegri a Ruben Amorim rappresenta un cambio radicale di filosofia calcistica. Con l’allenatore toscano, Pavlovic aveva imparato i fondamenti della difesa italiana, quella che parte dal basso e costruisce dal contropiede. Ma Pavlovic non rinnega gli insegnamenti dell’ex allenatore: “Penso sia uno dei più bravi nella fase difensiva. Con Amorim giochiamo di più con la palla, migliorerà in altri aspetti“. Insomma, due modi di fare calcio diversi, ma complementari ne bagaglio d’esperienza di un calciatore che aspira a diventare un top mondiale.

Il crollo della scorsa stagione e la sconfitta con la Lazio

Pavlovic ha analizzato il tracollo della scorsa stagione: “Anche io non capisco ancora oggi cosa sia successo col Cagliari all’ultima giornata: eravamo in casa, davanti ai nostri tifosi, contro una squadra già salva. Come diceva Allegri, il calcio l’ha inventato il Diavolo”. Il difensore ha provato a trovare i fattori che abbiano portato alla mancta qualificazione alla Champions: “Penso comunque che tutto sia cominciato dalla sconfitta con la Lazio dopo la vittoria nel derby di ritorno. Era la partita decisiva per provare a rientrare in lotta per lo scudetto, invece abbiamo perso e credo ci sia stato contraccolpo mentale”.

L’infortunio di Modric nell’ultimo mese ha pesato enormemente. Il centrocampista croato è il cuore della squadra, e la sua assenza ha coinciso con il peggior momento della stagione. La concentrazione si è abbassata anche perché il Milan pensava di essere matematicamente qualificato in Champions League. Un errore di valutazione che è costato caro in termini di punti e posizionamento finale.

Juve-Milan: sei-sette squadre possono vincere lo scudetto

Il difensore serbo ha una visione equilibrata della lotta scudetto: l’Inter rimane la favorita, ma sei o sette squadre hanno le credenziali per vincere. La Serie A è molto più livellata rispetto a vent’anni fa, quando il campionato italiano era la Premier League odierna. Ora la Premier ha più soldi e domina in Europa, ma il campionato italiano rimane superiore a Liga spagnola, Ligue 1 e Bundesliga per competitività. Ci sono sorprese ogni settimana, non vincono sempre le solite squadre.

Il Milan ha portato rinforzi importanti nel reparto difensivo. Mario Gila piace a Pavlovic, così come Samuel Ramos. I nuovi arrivati dovranno integrarsi rapidamente nel sistema di Amorim. Ma il difensore serbo ha speso parole significative per Cisse: “Mi ha sorpreso: è giovane, ma sembra abbia alle spalle 200 presenze in Serie A“.

L’importanza della presenza di Cardinale

Gerry Cardinale sarà a Torino domani sera, e la sua presenza è simbolica. Il proprietario americano è entusiasta, carico di vivere questa esperienza in prima linea: “Tutti abbiamo avuto modo di parlare più volte con lui, si vede che è felice, entusiasta, è carico di vivere questa esperienza in prima linea. E non vuole più vedere una stagione come quella passata” La presenza del proprietario riflette questa determinazione. Dopo una stagione deludente, il Milan ha una chance di riscatto con Amorim e con il supporto finanziario del nuovo management. La sfida contro la Juventus sarà il primo vero test per misurare i progressi del Milan sotto la guida del tecnico portoghese.

Redazione SpaziMilan
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