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Abate, il motorino ha preso il diploma

In un Milan che da sabato sera ha preso coscienza di come questo possa e debba essere l’anno buono per tornare a dipingere l’Italia di rossonero  e in cui è giusto lodare le magie di grandi nomi quali Pato, Seedorf, Gattuso, Thiago Silva, vogliamo porre l’attenzione su un ragazzo che dal canto suo sta portando un ottimo contributo alla causa della squadra: Ignazio Abate. Il biondo cursore nasce già un pò come predestinato, figlio dell’ex portiere Beniamino esordisce nel calcio che conta giovanissimo, nel 2003, a San Siro prima in Coppa Italia in Milan-Sampdoria (1-0) e poi contro il Celta Vigo (0-1), gioca da titolare in tutte le nazionali giovanili e i commenti di tutti gli osservatori sembrano spianargli la strada verso una carriera luminosa.

Poi, però, entra nel vortice dei prestiti che spesso risucchia i nostri giovani, in un calcio come quello italiano che ha tanta fretta e poca voglia di coltivare talenti e quello che era considerato un promettente prodotto del vivaio rossonero vede avvicinarsi pericolosamente lo spettro di un anonimato sin troppo precoce. E’ così che passa dal Napoli (C1) al Piacenza, all’Empoli, sino a ricomparire sul palcoscenico più prestigioso della serie A nel 2008 con il Torino, dove disputa una prima metà di stagione di buon livello, salvo poi venir relegato in panchina anche per colpa di un infortunio. Il Milan però, in una parentesi in cui professa risparmio e ringiovanimento, alla fine di quella stagione decide di riportarlo a casa e il nuovo tecnico Leonardo gli affida un ruolo delicato e quasi mai ricoperto da Ignazio, quello del terzino destro. Convince poco in quella posizione, in quanto abile e veloce nel ripartire ma svagato e poco incline ai movimenti risoluti e decisi che un terzino deve avere nel suo Dna.

Così vive una stagione in chiaro scuro, con un Milan che subisce troppi gol nei quali spesso è invischiato anche lui, ma nonostante questo qualche miglioramento si nota. Passa la stagione, passa e se ne va anche il tecnico brasiliano, che certo non aveva tra i suoi pregi quello di saper insegnare alla squadra cosa vuol dire difendere, ed arriva Massimiliano Allegri, uno che ha voglia di insegnare e anche di prendere pochi gol, ed inizia così la vera scuola per Abate, una scuola fatta di lezioni di diagonali, di marcature e di concentrazione, e i frutti si vedono eccome. Il diploma, Ignazio, lo inizia a prendere contro il Real in casa, facendo un paio di diagonali al bacio che salvano il Milan e si ripete più avanti con sempre maggior regolarità, esplodendo nella seconda parte di stagione, dopo la parentesi in cui Oddo disputa qualche partita da titolare. Il biondo terzino diventa più regolare nelle sue prestazioni, dando più sicurezza ai compagni di reparto e acquisendo lui stesso più consapevolezza nei suoi mezzi nonché la coscienza di poter fare bene un ruolo che non era il suo.

La strada per Abate, ovviamente è ancora lunga, anche perché se è vero che ormai il diploma è acquisito, è altrettanto vero che gli esami non finiscono mai e la Laurea è ancora lontana, ma tutto il popolo rossonero si è accorto dell’impego e dei suoi miglioramenti, ed anche Galliani si è lasciato andare a dichiarazioni sicuramente impegnative ed un pò forzate, paragonandolo in un prossimo futuro a Cafu e Serginho, ma che testimoniano la bontà di quanto ha fatto il ragazzo. Ora è il momento in cui la solidità della difesa diventa imprescindibile, perchè il Milan lotta per un traguardo importante, e i terzini saranno chiamati a dare freschezza ma anche stabilità all’intera squadra, le loro prestazioni saranno cartina di tornasole di ciò che si tradurrà poi nei risultati ed è quindi un nuovo esame per Abate, un esame che può regalare alla squadra qualcosa che manca da troppi anni e a lui una definitiva consacrazione.

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redazione