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Luciano Moggi: “Juve prendi Guidolin”

In diretta dall’aula 216 del tribunale di Napoli, questa mattina il nostro inviato ha scambiato qualche parola con Luciano Moggi.

Big Luciano è convintissimo che Delneri resterà alla Juventus anche a fine campionato, indipendentemente dai risultati. L’unica possibilità di non vedere l’allenatore friulano sulla panchina bianconera potrebbe essere “un colpo di testa di Andrea Agnelli, il quale l’anno scorso si è ritrovato Delneri sulla panchina della Juve senza contribuire a sceglierlo”.

Alla domanda sul possibile candidati ideale come nuovo allenatore della Juventus, Moggi risponde: “Credo che Gasperini e Conte siano due ottimi allenatori, ma che non andrebbero bene in questo momento alla Juve, poichè avrebbero bisogno di una società forte e compatta alle spalle e in questo momento la società di Corso Galileo Ferraris non lo è”.

Se fossi alla Juve? – prosegue Moggi – Io prenderei Guidolin ad occhi chiusi. L’avevo già fermato diversi anni fa. E’ un allenatore che ha fatto bene ovunque è andato: Vicenza, Bologna, Palermo, Parma. E ora con l’Udinese sta facendo qualcosa di incredibile. E’ pronto per una grande”.

Luciano Moggi è ancora innamorato dei colori bianconeri e ci racconta un aneddoto interessante: “Arsene Wenger è stato ad un passo dalla Juventus, prima che arrivasse Fabio Capello. Ma abbiamo scelto Capello perchè è il più grande di tutti, in quanto non si occupa solo della fase dell’allenamento, ma entra nella gestione completa della squadra sia dal punto di vista della scelta dei giocatori sia dal punto di vista della gestione dello spogliatoio”.

Se poi a Moggi gli si chiede un parere sui giocatori, lui da grande uomo mercato non si tira indietro: “Farei follie per avere Fabregas, il centrocampista con più talento al mondo. Ma c’è anche un giovane difensore veramente molto forte: è Benatia dell’Udinese. Quest’estate finirà in una grande”.

L’ex direttore sportivo della Juve, prima di lasciarci, ci spiega il suo più grande cruccio nell’attività svolta alla Juve: “Nel 2001 la Roma mi chiese Davids. Io risposi: 15 miliardi più tre giocatori della primavera. I tre erano De rossi, Aquilani e D’agostino. La Roma mi disse di no, perchè 15 miliardi erano troppi. Se avessi abbassato la richiesta a 10 miliardi più quei tre, la Roma avrebbe accettato. Questo è stato il mio più grande errore”.

Francesco Alessandrella

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redazione