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Ibra e Pato non bastano, male Binho

Abbiati 6 Praticamente non giudicabile la prova del portiere rossonero: mai chiamato in causa in situazioni difficili. Una serata da spettatore per il numero 32.

Abate 6,5 – La crescita di questo giocatore è in netta evidenza: spinge per tutti i 90′ e adesso sa anche difendere. Nel finale soffre troppo Pasqual, ma è sempre una spina nel fianco della difesa viola.

Nesta 6,5 & Thiago Silva 6,5 – Gilardino c’era in campo? Stinco di Sandro e il Mago Thiago lo annullano, non gliela fanno vedere. Mai presi in contropiede e mai fuori tempo. L’anticipo del brasiliano su Silva all’85’ è da cineteca del calcio e dei movimenti difensivi. Semplicemente, una coppia perfetta.

Antonini 5,5 – Non spinge, difende male e imposta male. Dalla sua parte Beherami spinge come un matto e lui non fa nulla per contrastarlo, oramai a 29 anni la maturazione dovrebbe già essere completata, qui però abbiamo saltato qualche tappa.

Ambrosini 6 – Fa il suo, nulla di più e nulla di meno per il Capitano. Da lui ti aspetti filtro in mezzo al campo e Lazzari praticamente, se non con tiri da 30 metri, non si vede. Normale amministrazione in una serata di novembre. Da lui, però, ci si deve aspettare di più, anche in fase di impostazione.

Aquilani 5,5 – Inserimenti e piedi ci sono, il fiato un po’ meno. Di ritorno dalle nazionali, il Principe Alberto, più affaticato di prima, sfondera un primo tempo ad alti livelli, suggellato da un colpo di testa che per un soffio non significa vantaggio. Nella ripresa cala, vistosamente, soprattutto dal punto di vista della corsa. I piedi non lo aiutano nelle giocate e va in difficoltà: serve un po’ di riposo.

Nocerino 6,5 – Il sombrero su De Silvestri nel finale è un tocco da piedi fatati, che non si ritrova. E sono proprio queste giocate a farti ricredere sul suo vero valore: quando Aquilani si spegne, sale in cattedra lui e porta avanti il centrocampo da solo. Anche se mister x non era lui, menomale che Nocerino c’è.

Seedorf 5,5 – Lento e macchinoso. In una partita dove solo con la giocata del grande campione avremmo potuto segnare, Seedorf non timbra il cartellino e passa la parola. Anzi, il nome sul cartellino l’avrebbe anche messo se un guardalinee sbadato non gli togliesse questa gioia. Allegri lo sostituise per sfinimento, anche lui in evidente calo nella ripresa. – Dal 27′ st Emanuelson sv

Robinho 5 – Il peggiore dei rossoneri. Il colpo di tacco e la samba brasiliana in campo vanno benissimo, ma vanno affiancate a una concretezza in fase realizzativa che spesso Robinho non ha. Il duetto con Ibra è vivace, tiene sempre all’allerta la difesa Viola. Però manca di incisività: ci prova lui da fuori area, ma il tiro è troppo largo. Troppo poco per uno come lui. Dal 22′ st Pato 7 – Rieccolo. Al Milan manca il gol e torna in campo il Papero che, pronti via, viene pescato in fuorigioco, segno della voglia di mettersi in mostra. Solo un grande Boruc e un santo palo impediscono al brasiliano di timbrare ancora un gol al Franchi, dopo una giocata impressionante. Nel finale meriterebbe un rigore che non viene visto. In ripresa.

Ibrahimovic 7 – Il cervello del Milan, il faro nella notte rossonera, l’acqua nel deserto di Milanello. Dopo i rumors sul suo libro, Ibra passa ai fatti: giocate al limite della mentalità umana aprono le porte a una serata a tinte rossonere, se non fosse che niente va per il verso giusto. Reclama un rigore che sembra starci, altro segno della serata storta. Nel finale prova a vincerla lui, di potenza, di rabbia, di grinta. Ma non basta. Ibra-cattiva sorte: 0-1.

In corsivo il migliore.

Allegri 5,5 – Ovviamente, quando non porti a casa i tre punti in una trasferta dove per il 65% del tempo hai avuto il pallone fra i piedi, un po’ di colpa è anche dell’allenatore. Come spesso gli accade, è lento nei cambi. Pato, l’asso nella manica, era da sfoderare prima, anche se il brasiliano forse non aveva molto tempo di autonomia. Gli servirebbero forze fresche in mezzo al campo, ma guarda la panchina e trova solo Tassotti pronto. Un mezzo passo falso a Firenze potrebbe costare caro in virtù dei risultati di domani. Sperando, almeno domenica, nella buona sorte.

This post was last modified on 19 Novembre 2011 - 23:53

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redazione