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“Caro Pippo, pensa ad Altafini…”

Prosegue l’appuntamento di SM con il milanista dei milanisti, il cronista tra i cronisti, Tiziano Crudeli! Potete inviare le vostre domande a Tiziano alla nostra mail q.e.i.m@live.it.

Partiamo con la prima convocazione in Nazionale di Ignazio Abate. Non crede che Prandelli abbia colpevolmente aspettato troppo?
No, credo che ci siamo giocatori pronti all’asperienza in Nazionale già a vent’anni, altri invece che hanno bisogno di un processo di maturazione più graduale. Ignazio rientra tra questi ultimi: prima, infatti, era eccellente in fase offensiva, meno quando si trattava di difendere. Ora invece ha completato il suo processo evolutivo e, forse, è il miglior fluidificante italiano.

La sfida con il Catania ci ha mostrato un Milan stellare nonostante gli infortuni e le squalifiche. Dove pensa sia nata principalmente questa straordinaria vittoria?
Dal gioco: mai come in questo caso, infatti, credo che la nostra vittoria sia figlia di un’eccellente manovra abbinata a tecnica e qualità. Non dimentichiamo inoltre che abbiamo una media goal altissima: siamo a tre a partita, non si può che essere soddisfatti.

La sosta sembra cadere a fagiolo per consentire il recupero di un infortunato eccellente: Alexandre Pato. Quanto pensa sia importante il suo ritorno in vista di Fiorentina e Barcellona?
Il recupero di Alexandre è fondamentale: ha già una media goal straordinaria e è ancora suscettibile di miglioramenti. In più aggiungiamo la sua proverbiale velocità, che lo rende una volta di più un attaccante davvero micidiale.

Chiudo con uno dei temi caldi emersi nelle ultime settimane. Pippo Inzaghi reclama a gran voce più spazio all’interno di questo Milan: come legge il suo difficile rapporto con Max Allegri?
Penso che in questo caso la questione sia molto semplice. Inizio con il dire che Pippo è un giocatore straordinario e l’ho sempre amato moltissimo. Bisogna ricordare, però, che ha 38 anni e l’età a questi livelli diventa determinante. Fossi in lui non mi demoralizzerei e anzi penserei al ruolo che hanno avuto in passato, all’interno dei loro club campioni non più giovanissimi come Altafini o Altobelli: entravano a partita in corso, per non dire quasi terminata ed erano sempre straordinariamente decisivi. Credo che se Pippo riuscisse ad adattarsi a un compito simile ne vedremmo ancora delle belle…

This post was last modified on 10 Novembre 2011 - 15:42

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redazione