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Binho, errare è umano. Perseverare…

Non c’è davvero nulla da fare: dici Barcellona, dici Genoa, ma la sostanza purtroppo non cambia. Il rapporto tra Robinho e il goal sta diventando una questione dai contorni che oscillano tra il preoccupante e l’incredibile: l’attaccante brasiliano, infatti, sbaglia, sbaglia, sbaglia e ancora sbaglia. Il problema, però, è che ultimamente non si limita ad errori di routine, ma ha deciso di fare le cose davvero in grande: i goal da lui mancati son un misto tra un film di Dario Argento e il Fantozzi più tragico e riuscito.

Ora, però, non ride davvero più nessuno: tutto il popolo rossonero è esausto e non può fare a meno di rispecchiarsi nella colorita reazione  avuta da Alberto Aquilani dopo l’ennesimo, clamoroso errore di stasera. Quando infatti manchi certi appuntamenti la questione tecnica passa in secondo piano e diventa inevitabile porsi un altro tipo di domande, di natura più psicologica: quanto è davvero concentrato il giocatore? Siamo sicuri che entri in campo con la cattiveria agonistica necessaria?

Dispiace molto dirlo, ma la risposta, con ogni probabilità è no. Non esistono altre spiegazioni: imputare questi errori ad un problema di natura tecnica sarebbe ridicolo, dato che stiamo parlando di un giocatore dal riconosciuto talento e dall’indubbia caratura. Sbagliato, inoltre, concedergli come attenuante continua il suo gioco dispendioso e volenteroso, basato sulla corsa: attaccanti come Di Natale, Miccoli o Jovetic non hanno forse caratteristiche tecnico-tattiche simili a lui? Eppure qualcuno li ha mai visti sbagliare goal da 3 metri, con il portiere e la difesa già fermi? Ovviamente no. E dire che loro devono anche portarsi sulle spalle il peso e le aspettative maggiori dei loro rispettivi club, mentre invece Robinho gioca in una squadra di fenomeni, che di sicuro gli impone meno sacrifici e problemi…

Il tempo per risolvere il problema c’è: non siamo ancora a Natale, Pato continua ad esser purtroppo un giocatore a mezzo servizio e quindi Binho avrà più di un’occasione per rifarsi. L’importante, però, è che inizi davvero a lavorare su se stesso a livello psicologico, magari con l’aiuto dello staff tecnico, senza più nascondersi dietro di scuse di facciata, facilmente smontabili e incapaci di convincere nessuno. Eh già, ora è arrivato davvero il momento di farlo.

This post was last modified on 3 Dicembre 2011 - 11:19

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redazione