2005: una fantasessione che non porta a nulla

2005: una fantasessione che non porta a nulla


Nel giorno dell’ormai certa cessione di Zlatan Ibrahimovic al PSG, che va ad aggiungersi a quella di Thiago Silva, ripercorriamo le sessioni di mercato rossonero degli ultimi anni. Le conclusioni le lasciamo trarre a voi…

Furono subito battezzati “I fantastici 4”. Ridiedero immediato entusiasmo a tutti i tifosi rossoneri, ancora provati e frastornati dalla doppia batosta campionato più Champions (battuti da Juve e Liverpool). Luglio 2005: Galliani riunisce in un’unica squadra e in un unico reparto 4 punte di diamante, 4 giocatori formidabili. Ai già affermati campioni Andriy Shevchenko (26 reti la stagione precedente in 40 partite) e Filippo Inzaghi, re di coppe pronto al riscatto dopo una stagione difficile causa infortuni (15 presenze totali, 1 solo gol, in Champions), si aggiungono due italiani, nella stagione che porta al Mondiale in Germania.

Si tratta di Alberto Gilardino e Christian Vieri. Il primo acquistato dal Parma per 25 milioni di euro, il secondo proveniente dall’Inter a 0 Euro, poiché svincolato. Sheva, Superpippo, Gila e Bobo. Sembrava fantacalcio, invece era realtà. Tutti insieme pronti a provare un nuovo assalto allo scudetto e all’Europa. E sulla carta c’era tutto per tornare a vincere: grazie all’insostituibile Vento dell’Est che segnava con frequenti folate, grazie a Superpippo che voleva gettarsi alle spalle la bruttissima annata e tornare a segnare, magari accanto a Bobo, suo ex compagno d’attacco ai tempi dell’Atalanta. Già, Bobo, proprio lui, scaricato da Moratti dopo 6 stagioni, 190 presenze e 123 gol, e nuovo nome da aggiungere alla lista di quelli che hanno vestito tutti e tre i colori di Milano, il rosso, il nero e l’azzurro. Infine il Gila, erede designato di Inzaghi per alcuni, autore di gol incredibili al Parma per tutti. 51 reti nelle ultime due stagioni, a soli 23 anni: rappresentava il futuro del Milan ed era un punto di riferimento della nazionale di Lippi.

E tali campioni si andavano ad aggiungere ad una rosa che contava Maldini, Nesta, Costacurta, Cafu e Stam in difesa; Pirlo, Seedorf, Gattuso, Ambrosini, Serginho a centrocampo; Rui Costa e Kakà nella zona dietro le punte. Gilardino e Vieri sostituirono Crespo, il cui prestito non venne riscattato e che tornò al Chelsea, e Tomasson, venduto allo Stoccarda per 5 milioni di Euro. Come spesso accade, a discapito dei nomi, l’esito della stagione 2005/2006 non fu brillante. E non fu brillante nonostante il grande lavoro degli attaccanti, dati i 113 gol fatti dal Milan nelle 3 competizioni, di cui Sheva ne segnò 28, Gilardino 19 (come Kakà) e Inzaghi 17. Vieri si fermò a 2 sole marcature (una in campionato, una in Coppa Italia) in 14 presenze, non convinse mai e a gennaio fu ceduto al Monaco (e sostituito da un evanescente Amoroso).

Il Milan quella stagione non vinse nulla, per la prima volta dopo 3 stagioni di titoli (l’anno prima infatti era arrivata comunque la Supercoppa Italiana), un po’ per sfortuna, un po’ perchè meno forte. Fu fermato dal Barcellona in semifinale di Champions e dal Palermo ai quarti di Coppa Italia. In campionato il Milan si piazzò ancora secondo dietro la Juventus di Capello. Con l’inchiesta Calciopoli pronta a ribaltare tutto…




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