Superpippo insidia Tassotti, per riprendere la tradizione

Affidare la panchina del Milan solo ad ex rossoneri. Per la maggior parte del tempo è stata la linea tracciata da Silvio Berlusconi. Una politica tralasciata solo in poche occasioni. Alcuni casi deludenti, come gli esperimenti di Oscar Washington Tabarez nel 1996 e Fatih Terim nel 2001. Altri casi vincenti, vedi Alberto Zaccheroni nel 1998 e l’attuale Massimiliano Allegri.

Il sogno del Cavaliere resta quello di proseguire una tradizione vincente e piazzare sempre un ex alla guida del suo Milan. I nomi non mancano, in Italia e all’estero: Roberto Donadoni, Giovanni Stroppa, Alessandro Costacurta, Marco Van Basten, Frank Rijkaard. Senza dimenticare “insospettabili”, ma promettenti tecnici come il romeno Cosmin Contra, che oggi allena gli spagnoli del Fuenlabrada, o Martin Laursen, che ha maturato esperienza con i danesi del Søllerød-Vedbæk. Stesso discorso per Thomas Helveg, collaboratore tecnico dell’Odense, Jon Dahl Tomasson, allenatore in seconda dell’Excelsior Rotterdam, Jaap Stam, nel team del settore giovanile dell’Ajax.

Per molti il candidato numero uno alla successione di Allegri resta l’eterno vice, Mauro Tassotti. Ma dalle parti di via Turati si fanno sempre più insistenti le voci su Filippo Inzaghi. Pare che Adriano Galliani domenica scorsa sia rimasto incollato al cellulare per farsi raccontare il debutto degli Allievi contro il Bologna. E chissà che questa passione per i giovani non sia frutto solo di un affetto per Superpippo. Magari sotto c’è un interesse “tecnico” di non poco conto.

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