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Bojan fanalino di coda dell’attacco. ll riscatto è lontano, a meno che…

Avrebbe dovuto rappresentare, per freschezza e qualità, l’arma in più del Milan. Grazie all’inclinazione al dribbling e all’intraprendenza, caratteristica utile per sopperire a un fisico non proprio da gladiatore, avrebbe dovuto garantire imprevedibilità al gioco d’attacco del Diavolo. Invece no, poco o nulla di tutto questo. Bojan Krkic, dopo un inizio di stagione in cui godeva della considerazione di Allegri, è stato relegato a ultima scelta del reparto offensivo rossonero. Fatali sono state le prestazioni messe in scena nella prima parte di Campionato, incontri in cui il talento di proprietà del Barcellona non è riuscito a imprimere la sua griffe, pur trovandosi nelle condizioni di farlo.

Fino a questo momento, Bojan non ha mai garantito continuità di rendimento. Quando chiamato in causa, spesso ha sfoggiato azioni interessanti terminate in un nulla di fatto, con una conclusione accennata ma mai effettuata o con l’intervento di un avversario pronto a stroncare sul nascere il suo più grande sogno: realizzare un gol d’autore, tramite azione personale. Proprio così. Bojan vive una sorta di amore platonico con la sfera di gioco, mai e poi mai si priverebbe di lei prima del dovuto, prima dell’ultimo dribbling, prima dell’ultima giocata a effetto, prima di essersi lasciato alle spalle la retroguardia avversaria e di trovarsi a tu per tu con il portiere. Così facendo, però, rischia con costanza e puntualità di incappare nella fine dei personaggi ideati dai massimi esponenti del Romanticismo, impotenti dinanzi alla realtà, capace di deluderli e di privarli del loro più grande desiderio: la tensione verso l’assoluto. Sia chiaro, per via di una corporatura non proprio da gladiatore e dei tatticismi che dominano il nostro campionato, è difficile per Bojan brillare con continuità. Ma l’intestardirsi in sortite solitarie non migliora la situazione, dal momento che gli fa perdere di vista anche il bene della squadra, seppur in maniera del tutto involontaria.

Per sopperire ai propri limiti strutturali, Krkic dovrebbe cercare di giocare d’anticipo e prevedere con astuzia lo sviluppo delle azioni e andare alla conclusione ogniqualvolta si presentassero varchi, senza perdere l’attimo. Nelle occasioni in cui ha attuato tale strategia, cioè contro Chievo e Siena, è riuscito a trovare l’estasi del gol. Perché, allora, non perseverare? Mancano dieci giornate al termine del campionato rossonero. Dieci giornate in cui Bojan deve cercare di dare il meglio di sè e sfruttare ogni occasione gli venga concessa da Allegri, affinché il Milan decida di esercitare l’opzione di riscatto, fissata per 15 milioni e a oggi molto lontana dal concretizzarsi. Solo un immediato cambio di registro può mutare la situazione. Forza, Bojan, giocati con intelligenza le tue ultime carte e stupiscici!

This post was last modified on 16 Marzo 2013 - 10:10