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De Sciglio, Italia-Brasile conferma: ne nasce uno ogni vent’anni

Ne nasce uno ogni vent’anni. A volte non nascono nemmeno. A volte li bruciano in men che non si dica. Ed è un rischio che Mattia De Sciglio sicuramente correrà. Perché? Perché è forte, davvero forte. Forte nello spirito, nell’animo. Che è poi quella caratteristica che fa del campione un leader carismatico e di classe. Quella classe che è, da sempre, alla base dello stile Milan.

La gara di ieri tra Brasile e Italia ha, sì, eletto il suo top rossonero nella figura di Mario Balotelli (e del suo gol da cineteca) ma ha premiato anche un altro prospetto fortemente in ascesa e, fattore da non sottovalutare, fiore all’occhiello del settore giovanile del Milan. Lui, che la trafila l’ha fatta tutta, ma proprio tutta. Lui, che gioca a destra e a sinistra dimostrando una duttilità fuori dal comune per un ventenne. Lui che si presenta ai microfoni al termine del derby del mondo con la timidezza di chi sembra tra l’incredulo e lo spaesato e che poi, invece, risponde ad ogni domanda con una naturalezza e un’educazione davvero rare, diciamolo, nel calcio di oggi. Gli si chiede del paragone con Maldini e leggi nei suoi occhi il rispetto, quindi gli si chiede di com’è Allegri da allenatore e leggi la gratitudine, gli parli delle voci di mercato su Santon vicino a via Turati e… non cade nel tranello.

Semplicità e maturità. Maturità che, peraltro, fa il paio con le parole esclusive che aveva rilasciato a SpazioMilan.it qualche mese fa, in occasione della festa natalizia del settore giovanile rossonero: “Auguro a tutti questi ragazzi la fortuna che ho avuto io, sanno quanto è dura arrivare a certi livelli ed è bene che se lo ricordino sempre. Ma ho visto in loro la voglia giusta di fare”. Umiltà nel parlare nel suo caso di mera “fortuna”, come se fosse stata la sorte la chiave di volta di un’ascesa imprevedibile e strameritata. E ancora: “Mi ricordo di tutti i sacrifici che ho fatto da quando gioco a calcio: sono questi i primi pensieri che ho dentro di me ogni volta che percorro il tunnel“. Quel tunnel che, grazie a quei sacrifici, lo porterà lontano perché, al di la della sensazione che a volte il Milan ha dato all’inizio di questa stagione di travaglio e cambiamento, ovvero quella di lanciare giovani a tutti i costi, Mattia rappresenta davvero una pietra miliare nel futuro del club più titolato al mondo.

Per chi è stato abituato a tifare e a raccontare le gesta dentro e fuori dal campo dei Rivera, dei Baresi e dei Maldini, De Sciglio sembra potersi giocare tutte le carte per rappresentare il naturale “continuum” di una tradizione infinita. E perdonerete se, contravvenendo alle più salde convinzioni dell’autore, in questa sede si stia già magnificando sul nuovo fenomeno “DeSci”. La sensazione è che questa volta, per questa bella storia rossonera e italiana, valga davvero la pena.

(Christian Pradelli per ilSussidiario.net)

This post was last modified on 23 Marzo 2013 - 00:03

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