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De Sciglio si è fatto le ossa, i numeri lo consacrano come il secondo difensore d’Europa

Non bastano le 27 presenze stagionali (21 in campionato, 5 in Champions League e 1 in Tim Cup) per spiegare l’ascesa del fenomeno De Sciglio, ci sono infiniti numeri e diverse statistiche che non smettono mai di sorprendere, mettendo quasi in imbarazzo (ma un imbarazzo bello da osservare e vivere) se si pensa che Mattia prima del 28 settembre 2011, data del suo esordio nel Milan, era ancora “nascosto” nel settore giovanile per aprire ed entrare dalla porta principale della Prima Squadra. E’ trascorso solo un anno e mezzo, ma è bastato per scoprire un giocatore di classe, eleganza e straordinaria forza di soli 20 anni che, grazie al suo impegno in rossonero, è riuscito ad arrivare in Nazionale maggiore. E conoscendolo bene De Sciglio ci rimarrà a lungo. Come nel Milan. Perché il suo è un calcio di sacrificio e sudore, di corsa e difesa: conosciuto Milanello non ha perso tempo in smancerie ma ha lavorato sodo fin dal primo allenamento del primo giorno.

Quest’anno De Sciglio ha conquistato 21 apparizioni in Serie A (20 dal primo minuto, una dalla panchina), 5 in Europa (per ben 4 volte in campo dal primo minuto) e 1 in Coppa Italia. Un anno fa, nella prima stagione al Milan, il numero 2 rossonero ne aveva collezionate 5. Il secondo De Sciglio vale 5 volte il primo. Che fosse San Siro, che fosse casa o trasferta, il giovane DeSci ha collezionato 1771 minuti giocati, fornendo in campionato due assist e creando nel complesso 26 occasioni da rete (secondo nei difensori solo a Pasqual con 55). Non solo, ha effettuato 114 cross (secondo ancora a Pasqual con 207) e in Champions ha messo a segno una media di 6.4 cross su azione a partita, meglio di lui solo Dani Alves del Barcellona con 6.8.

956 i passaggi effettuati, 538 quelli nella metà campo offensiva, 50 i contrasti vinti, 95 le respinte difensive e 13 i falli subiti. Numeri da capogiro quelli che inquadrano la stagione 2012/2013 di De Sciglio al Milan. Un terzino destro formidabile soprattutto a sinistra che recentemente ha raggiunto il traguardo di essere paragonato a Maldini (anche se a pari età Paolo aveva nettamente giocato di più con più del triplo di presenze in rossonero). De Sciglio si è augurato di poter arrivare anche a fare la metà di quello che ha costruito nella storia il Capitano numero 3. E a pensarci bene basterebbe (ed avanzerebbe) per lasciare un segno indelebile nel Milan.

This post was last modified on 29 Marzo 2013 - 14:00