L’esordio allo “Stadium” riportò il Milan sulla terra: ora la vendetta

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Serie A Tim - Juventus vs Milan - Stadio della JuventusSiamo agli inizi di ottobre 2011. La nuova Juventus di Antonio Conte ha iniziato bene la stagione e, alla sesta, si trova di fronte i Campioni d’Italia in carica del Milan, che però sono attardati in classifica per colpa di un inizio complicato. Il nuovo Juventus Stadium, tutto bianconero, è una bolgia e fa registrare il tutto esaurito. L’ideale se si vuole fare impressione a gente come Nesta, Thiago Silva, Ibra, Cassano e Boateng. La squadra di Allegri, però, non sta attraversando un ottimo periodo di forma e il tecnico bianconero ha studiato bene il modo per colpire gli “stanchi” avversari.

Infatti, sul campo si assiste a qualcosa che era difficile prevedere.  Il 4-2-3-1 di Conte, che non aveva convinto a Catania nella giornata precedente, si rivela perfetto per ingabbiare il Milan. I tre centrali Pirlo, Marchisio e Vidal giocano una partita eccezionale, fatta di grandissima qualità ed intensità. Chiellini spostato a sinistra riesce a dare ulteriore dinamismo e solidità. Il 4-3-1-2 del Milan delude parecchio, la squadra è molto rinunciataria, non crea praticamente nessuna palla da goal per tutti i 90 minuti. Ibra e Cassano sono spenti e poco presenti, il centrocampo è troppo lento per cercare di sostenere la rapidità dei bianconeri.

Il ritmo della Juventus è assolutamente insostenibile per i rossoneri, troppo veloce, troppo dinamico. I bianconeri giocano ad una velocità quasi forsennata monopolizzando il gioco. Così, il Diavolo sembra inerme e non produce alcun pericolo. In realtà, non rischia neanche più del dovuto, ma Vucinic nella prima frazione coglie una traversa che lancia un piccolo campanello d’allarme. Poi succede che esce Nesta, infortunato, per lasciare il posto ad Antonini. La squadra bianconera ci vuole credere fino alla fine, e all’89’ trova il meritato goal del vantaggio con Marchisio. Un minuto dopo il Milan resta in 10 per l’espulsione di Boateng ed in pieno recupero arriva il raddoppio bianconero, ancora con Marchisio, aiutato dall’errore di Abbiati che non trattiene il pallone. Finisce 2-0 e qualcuno inizia a capire che la musica è cambiata.