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Pazzini, quando la panchina può dispiacere ma è (quasi) amica

Per un calciatore, in generale, non è mai facile accettare di buon grado la panchina. Tutti, come è normale che sia, vorrebbero scendere in campo da titolari invece di assistere ed incoraggiare i propri compagni. C’è chi, però, proprio sedendosi in panchina ed entrando a partita in corso ci ha costruito una carriera. Al Milan, per esempio, tutti si ricordano di Daniele Massaro, bomber di scorta che, però, nel 1994 diventò l’eroe di Atene con quella strepitosa doppietta in finale contro il Barcellona di Cruyff.

Nell’attuale Milan c’è un giocatore che, in questo, ricorda molto Massaro. Stiamo parlando di Giampaolo Pazzini, l’attuale bomber di scorta di Mister Allegri. Dopo l’arrivo di Balotelli, infatti, il Pazzo è stato costretto ad entrare spesso in partita in corso ma, è proprio in questi casi, che ha dimostrato di essere devastante. Se il Diavolo domenica a Siena, infatti, ha ancora la possibilità di giocarsi il terzo posto, deve ringraziare il suo numero 11 che contro il Catania è entrato al 70′ e ha stravolto il risultato con una doppietta in 5′. Due gol che hanno fatto impazzire i tifosi rossoneri che ormai lo amano incondizionatamente.

E, di certo, non potrebbe essere altrimenti. Per quanto ha giocato, infatti, i suoi 15 gol sono tanta roba e la sua media gol descrive al meglio che si ha a che fare con un bomber di razza, un uomo d’area di rigore, uno che respira, vive per il gol. Sarà sicuramente più contento quando gioca e le panchine dopo il Catania magari non le avrà prese troppo serenamente, ma in silenzio ha continuato a lavorare e a mettersi al servizio della squadra. Il rossonero ormai gli è entrato nel cuore e se, come da lui detto, preferisce giocare part time a Milano invece di essere titolare altrove, significa che il Pazzo ama il Milan. Amore che è ricambiato totalmente.

This post was last modified on 16 Maggio 2013 - 22:11

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redazione