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Banale criticare la società, folle attaccare Allegri. Piuttosto c’è un problema di comunicazione…

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Sembra incredibile a dirsi, ma la sconfitta di Torino é l’unico risultato che “ci può stare” in questo pessimo avvio di campionato del Milan. A tratti anche la partita meglio giocata. Quella in cui siamo stati più concentrati, determinati e continui. Abbiamo perso contro una squadra più forte di noi, nettamente la migliore affrontata in questo avvio di stagione. Abbiamo perso con una rosa ridotta all’osso, senza panchina e con tanti giocatori stanchi dopo il tour de force. Quindi non abbiamo molto da recriminare per Torino. A differenza di tutte le altre partite. Se avessimo giocato con questa attenzione e questa grinta le altre gare avremmo almeno, e sottolineo almeno, pareggiato a Verona e col Napoli e vinto a Bologna. Quattro punti in più e una classifica meno avvilente. Ma tant’è. E dopo la sosta, con qualche giocatore in più e qualcuno in meno (per squalifica De Jong e Mexes), da qui dobbiamo ripartire. Con l’obiettivo di ripetere la rincorsa dell’ultima stagione. Non sarà facile. Anche perchè in mezzo abbiamo anche due partitine contro il Barça.

Inutile adesso parlare di mercato. Gennaio è troppo lontano. Banale e frettoloso criticare la società che anche quest’anno ha dovuto costruire una squadra con zero euro. Folle attaccare l’allenatore che come sempre sta facendo miracoli, considerando il materiale a diposizione. A differenza dei tromboni disfattisti che gongolano ergendosi a capipopolo della contestazione (salvo poi saltare sul carro giusto alla prima occasione), cerchiamo di essere costruttivi e vedere cosa si può salvare di queste prime partite. E che cosa invece va cambiato.

Salviamo la Champions, tra playoff e girone. Salvaguardiamo l’imprescindibile Balotelli e proteggiamolo dagli avversari, ma soprattutto dai suoi limiti noti (cioé le eccessive proteste e la tendenza a buttarsi per terra). Non flagelliamo la coppia Zapata-Mexes e continuiamo a difendere sulle palle inattive come abbiamo fatto a Torino (finalmente). Teniamoci stretti De Jong e Muntari, di gran lunga i migliori della rosa. Evitiamo di discutere tutti I giorni il nostro allenatore.

Problemi da risolvere subito. In campo: aiutare Abbiati a ritrovare la sua solita serenità evitando di dargli responsabilità che non ha. Recuperare alla svelta De Sciglio e al limite anche Bonera sull’altra fascia per aiutare la difesa sugli esterni, vero punto debole di queste prime partite. Ritrovare in fretta il miglior Montolivo e sistemarlo nel suo ruolo, cioè a centrocampo. Far giocare Matri al servizio di Balotelli perchè è quello che può fare meglio. Trovare in fretta un trequartista, che sia Kakà, Saponara, oppure tornare a giocare con il tridente finchè non abbiamo il trequartista a disposizione.

Fuori dal campo. Primo: fare come in Italia fanno tutti, Juve docet, cioè lamentarsi degli errori arbitrali perchè in queste prime partite gli episodi dubbi a nostro sfavore sono stati troppi, dopo la campagna mediatica estiva denominata “Rigore per il Milan“. E invece si è parlato solo e troppo del mancato cambio di Larrondo a Torino. (A proposito nessuno ha mai raccontato la curiosa storia del senese mezzo fiorentino Larrondo). Secondo: tornare a gestire meglio la comunicazione, durante la settimana e dopo le partite, anche qui Juve docet. Perché, per esempio, del presunto pugno di Mexes si parla a iosa, mentre della testata di Bonucci nessuno si occupa. Perchè trenta secondi dopo il fischio finale Chiellini denuncia Mexes in tv (lo aveva fatto anche con Ibra due anni fa e la cosa basta a qualificarlo), mentre i nostri giocatori non passano nemmeno nella zona interviste. E lasciamo soli Allegri e Galliani contro i mulini a vento di un apparato mediatico evidentemente ostile al Milan, club di Berlusconi. Ma non siamo sempre stati la società regina della comunicazione?

This post was last modified on 7 Ottobre 2013 - 18:03