SM+ESCLUSIVO%2F+Fabio+Lopez%3A+%26%238220%3BIn+Italia+c%26%238217%3B%C3%A8+poca+meritocrazia%2C+ma+Seedorf+%C3%A8+un+grande+e+far%C3%A0+bene%E2%80%9D
spaziomilanit
/2014/01/lopez_milan_seedorf_spaziomilan/amp/

SM ESCLUSIVO/ Fabio Lopez: “In Italia c’è poca meritocrazia, ma Seedorf è un grande e farà bene”

SpazioMilan.it ha intercettato in esclusiva mister Fabio Lopez, tecnico romano di 40 anni. Come molti suoi colleghi, non è riuscito a trovare lo spazio che si meritava in Italia e allora ha deciso di cercare fortuna all’estero: da lì è iniziata la sua avventura di allenatore giramondo. Ai nostri microfoni ci ha parlato delle sue esperienze nelle serie A di paesi come Lituania, Malesia, Indonesia e Maldive, dicendo anche la sua sull’ingaggio di un allenatore alla prima esperienza come Clarence Seeodrf. Lopez ha fiducia nell’olandese e sulla gara di Champions contro l’Atletico Madrid.

Mister Lopez, com’è stata la sua ultima avventura in panchina? E come è terminata?
“La mia ultima avventura in panchina è stata un’esperienza splendida. Dopo Lituania, Malesia e Indonesia , ho ricevuto un’offerta in un paese affascinante come le Maldive. E’ stata una stagione memorabile visto che ho preso la squadra in corso dopo 4 giornate a 0 punti e alla fine abbiamo terminato il campionato terzi in classifica, con conseguente qualificazione alla President Cup. Ci sono state molte difficoltà visto le differenti culture, anche se con molta esperienza già alle spalle in campo internazionale sono riuscito a superarle senza grossi problemi. Purtroppo questa esperienza è terminata perche la dirigenza è cambiata e con la nuova non abbiamo trovato un accordo, spesso succede nel calcio”.

Adesso sta aspettando una proposta convincente: le piacerebbe tornare in Italia o da noi non esistono progetti per i giovani allenatori?
“Aspettare non mi piace molto, comunque è il momento di fermarsi un po’ e riflettere su come proseguire. Sicuramente in Italia è difficile anche perche abbiamo grandi tecnici e non mi dispiace assolutamente ammettere che molti sono più bravi e meritano più di me. Il problema è che spesso nel calcio Italiano, come in altri settori Italiani, la meritocrazia si lascia nell’ armadio come un paio di scarpe nuove comprate ma che non metti mai! Quindi al momento sicuramente continuerò le mie avventure all’estero, sempre con fierezza di essere italiano e cercando di rappresentare il nostro paese nel miglior modo possibile”.

Parlando di Milan, cosa pensa dell’ingaggio di Clarence Seedorf come tecnico? Molti hanno l’hanno definita una scelta rischiosa per la mancanza di esperienza…
“Stramaccioni ha allenato l’Inter, quindi sono orientato a pensare che un campione come Seedorf potrà avere risultati ottimi. Inoltre penso che in questo momento una soluzione di un allenatore che ha appena smesso di essere giocatore sia quella più giusta nell’ ambiente Milan. L’aspetto psicologico allenatore- giocatore è uno dei temi più importanti che si devono curare in un gruppo come quello di una squadra di calcio e penso che al momento Seedorf sia l’ uomo giusto per tutto questo. Non dimenticandoci che gli allenatori del Milan vicino a loro hanno sempre avuto un grande uomo e tecnico come Mauro Tassotti, che sicuramente faciliterà molto il compito al neo allenatore”.

Dove ha sbagliato Allegri?
“Da fuori è sembrato che fossero saltati vari equilibri e poi è difficile ristabilirli. Si può trattare anche di semplici situazioni negative casuali che poi arrivano a portare risultati negativi, anche se personalmente ritengo che quando una squadra si sopravvaluta e i risultati non sono quelli sperati  l’unico capo espiatorio sia l’allenatore, anche perché non puoi mandare via tutta la squadra e confermare il tecnico”.

Infine una considerazione sulla Champions: quante possibilità hanno i rossoneri di passare ai quarti di finale?
“L’Atletico Madrid di quest’anno è una grandissima squadra, Simeone ha costruito una vera e propria macchina da guerra: è una squadra compatta in tutti i reparti e la meno spagnola dal punto di vista del gioco, poco ‘tiki taka’, grande difesa e tanto contropiede. Per il Milan servirà quasi un’impresa, ma il calcio insegna che spesso quando si cambia allenatore la squadra ha una reazione positiva e magari da qui al prossimo turno di Champions troveremo un altro Milan. Speriamo il solito grande Milan di Champions. Questo è il mio augurio da allenatore italiano”.

This post was last modified on 25 Gennaio 2014 - 22:47