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Mercato: meglio uno buono che tanti mediocri. Ma Rami…

Andrea Longoni è giornalista professionista dal 2010. Lavora dal 2006 nella redazione sportiva di Telelombardia e Antenna 3. Inviato a seguito del Milan a Milanello e sui campi, conduce la trasmissione QSVS ogni martedì sera. Da quest’anno collabora con SpazioMilan.it: è sua la firma dell’editoriale del venerdì.

Honda, Rami, Essien e Taarabt, il mercato dei parametri zero darà i suoi frutti? Come si dice, lo scopriremo soltanto vivendo. A oggi, però, si può iniziare a dare un piccolo parziale giudizio, rispetto almeno a chi si è visto in campo.

Partiamo da Honda. Sei presenze per un totale di 350 minuti sono troppo pochi per sparare sentenze, ma quanto si è visto, lasciatemelo dire, non mi soddisfa. Il giocatore ci mette impegno ma il rendimento è al di sotto delle aspettative: poche volte incisivo, gioca a un ritmo diverso rispetto al campionato italiano per il quale sembra troppo lento. Va ricordato che la condizione fisica non è sicuramente delle migliori, ma temo che anche a regime non farà la differenza. Se non fosse giapponese le partite del Milan le guarderebbe dalla poltrona di casa sua: in squadra ci può stare, nell’organico, ma in panchina più che in campo. Sono pronto a ricredermi se le cose andranno diversamente.

Capitolo Rami: non è Thiago Silva e neanche Nesta, ma bisogna ricordare che nel reparto non c’è propriamente una concorrenza agguerrita. Lui al Milan ci può stare, e probabilmente anche in campo, da titolare. Per il difensore 5 presenze con la nuova maglia per un totale di 368 minuti: a differenza del compagno giapponese, il francese ha fatto registrare un crescendo nelle prestazioni che fa ben sperare.

Essien è chiaramente ingiudicabile. L’emergenza in Champions ha portato a lui, uno dei pochi giocatori raggiungibili nel mercato di riparazione, che potevano portare esperienza. Ma è anche vero che con i soldi dell’ingaggio si poteva strappare il cartellino di qualche giovane meno esperto ma sul quale fondare la ricostruzione del Milan.

Taarabt è una scommessa che si può giocare. Sono curioso di vederlo all’opera, anche se, lo confesso, lo scetticismo non manca.

Complessivamente ho nostalgia delle vecchie campagne acquisti. Certamente non si può più prendere tre o quattro campioni per sessione, ma a questo punto meglio uno buono che tanti mediocri.

Twitter: @AndreaLongoni5

This post was last modified on 7 Febbraio 2014 - 13:29

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redazione