Paloschi torna a San Siro da avversario, ricorda il passato rossonero e sogna di riviverlo

“Predestinato” fu chiamato da Ancelotti quel 10 febbraio 2008 quando segnò il gol decisivo contro il Siena sotto la Sud, a 18 anni, al 18° della ripresa a 18 secondi da suo ingresso in campo. Numeri da cabala ma che mettono in moto un certo fascino negli appassionati di calcio. Un gol da rapace, da punta vera. Alberto Paloschi alla Pippo, e con quell’esultanza scalmanata alla Pippo che faceva sempre più rivedere in lui il bomber del futuro con al suo fianco il maestro Inzaghi a spiegargli i trucchi del mestiere.

Dal 2002 in maglia rossonera percorre tutte le selezioni giovanili del Milan, fino all’esordio assoluto in Coppa Italia col Catania e quello in Serie A sopra citato della stagione 2007/2008, terminata col bottino di 2 reti in 7 apparizioni. Poi prestiti e comproprietà varie per fare le ossa: col Parma in Serie B segna 11 reti e da una mano ai ducali a ritornare in massima divisione. In tutto coi gialloblu gioca 3 stagioni costellate da vari infortuni legati alla crescita: 57 presenze e 16 gol sarà il suo totale, con in mezzo un Premio Piola al miglior attaccante U-21 italiano. Mezza apparizione al Genoa con scarsissimi risultati lo portano sulla via del ritorno a Milano ma solo per fare tappa perché alle porte c’è una nuova avventura: il Chievo.

Verona diventa la sua casa, il suo presente. In gialloblu trova la sua dimensione e una certa continuità. Prima riserva di Pellissier, poi coppia d’attacco e infine titolare, in tre anni Paloschi ha guadagnato il rispetto del popolo clivense. Ora il Milan è nel mirino per la sfida di domani, ma forse non solo fino a lì: con Balotelli a rischio svendita post-mondiale, Petagna in profumo di prestito e Robinho con le valigie pronte da anni, Paloschi potrebbe tornare a casa e affiancare Pazzini più un nuovo acquisto per diventare il fronte d’attacco rossonero. Magari con un suo sogno proibito: Paloschi allenato da Inzaghi. Il maestro e l’allievo.

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