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Educare l’uomo per migliorare il calciatore: il progetto-giovani c’è

Simone Basilico è nello staff di SpazioMilan.it dalla sua nascita, l’8 marzo 2011, ed è una delle prime firme del sito, specializzato nel settore giovanile rossonero.

Si sente spesso dire che la formula vincente per ottenere il calciatore moderno ideale sia quella di scovarlo per primi rispetto alla concorrenza, farlo crescere giocando in categorie superiori alla sua e poi aspettare la giusta corrente ascensionale per portarlo in prima squadra da protagonista. Adesso rileggete questa frase altre due, tre, cinque, dieci volte e provate a cercare l’errore. Non lo trovate? Semplice, ce l’avete proprio sotto gli occhi.

Ieri pomeriggio ho avuto la fortuna di assistere in prima persona all’evento organizzato da Milan Junior e settore giovanile AC Milan a Bollate (clicca qui per leggere dell’evento), dove erano presenti anche Filippo Galli, responsabile tecnico del settore giovanile rossonero, e due giocatori della Primavera di Brocchi, Alessandro Mastalli e Giovanni Crociata. Il tema della serata era lasciare parlare i due giovani calciatori del loro passato (entrambi al Milan da quando hanno 14 anni, arrivano uno da Bologna e l’altro da Palermo), al fine di migliorare gli altri attraverso la propria esperienza. Obiettivo mirato e centrato in pieno. In una sala gremita di bambini dai Pulcini agli “adulti” della Juniores, le parole dei due giovani rossoneri avevano sempre un minimo comune denominatore: la testa. Perché puoi essere il talento più cristallino che ci sia, perché puoi avere il miglior procuratore al mondo, perché puoi correre più del tuo avversario… Ma se manca l’elemento vincente, cioè la testa, non vai da nessuna parte. Ed è proprio su questo punto che nasce il calciatore moderno.

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Il messaggio della serata, che vede il Milan impegnato in prima persona, era sensibilizzare i calciatori di domani attraverso l’esperienza di chi per inseguire un pallone ha cambiato città, amici, scuola. Il valore del nuovo “modello Milan”, oltre ai risultati sul campo, deve essere quello di educare l’uomo come singolo per migliorare il calciatore poi all’interno di un collettivo. Obiettivo importante e visionario, presto se ne accorgeranno anche in altre parti del mondo. Ma il Milan c’è arrivato prima.

Twitter: @SBasil_10