%3Ci%3EL%26%238217%3BEspresso%3C%2Fi%3E%2C+dubbi+sulla+provenienza+dei+fondi+di+Mr.+Bee%3A+%26%238220%3BDa+neri+a+rossoneri%26%238221%3B
spaziomilanit
/2015/09/espresso_fondi_bee_berlusconi/amp/

L’Espresso, dubbi sulla provenienza dei fondi di Mr. Bee: “Da neri a rossoneri”

E’ una vera e propria “bomba” destinata a lasciare trascichi quella lanciata oggi da L’Espresso. Un’inchiesta firmata da Paolo Biondani e Vittorio Malagutti mette in dubbio la provenienza dei fondi che Bee Thaechaubol sta per versare nelle casse del Milan per acquisirne il 48 per cento.

Secondo il settimanale in edicola, i consulenti del compratore thailandese sono “vecchie conoscenze della Fininvest“. Si tratta di Gerardo Segat, Paolo Di Filippo e Andrea Baroni, fondatori della società di Lugano Tax & Finance, che, sempre in base a L’Espresso, “adesso assistono l’uomo d’affari thailandese“. E ancora, scrivono nell’inchiesta: “La loro carriera è però iniziata una ventina di anni fa a Londra nel gruppo del finanziere Ali Sarikhani. E in particolare negli uffici della Edsaco. E quest’ultima altro non era che lo snodo della finanza occulta del gruppo Berlusconi”.

“La vicenda – scrive L’Espresso – risale al 1996, quando i magistrati di Milano alzarono per la prima volta il velo sulla rete di società off shore del sistema Fininvest. Ebbene, a quell’epoca, i tre professionisti della Tax & Finance lavoravano per il gruppo finanziario inglese che amministrava quel network di sigle estere intestatarie di conti bancari segreti. Proprio la scoperta di quelle società cassaforte è costata all’ex presidente del consiglio, nel 2013, la condanna definitiva per frode fiscale e la decadenza da parlamentare. Alla perquisizione a Londra era sicuramente presente Baroni, che è citato anche nelle sentenze. La sentenza definitiva dello stesso caso giudiziario spiega che durante quella movimentata perquisizione, come ricostruisce l’Espresso, alla polizia inglese furono nascosti i fascicoli sulle offshore personali di Berlusconi. Società-cassaforte scoperte dai magistrati solo dieci anni più tardi, proprio con l’indagine sui diritti tv di Mediaset. Quelle offshore, come hanno poi accertato i giudici, custodivano più di 300 milioni di dollari, accumulati su conti esteri mai dichiarati al fisco”.

Già ad agosto il settimanale edito dal gruppo De Benedetti aveva avvertito: “L’ingresso di mezzo miliardo di euro anonimi dall’estero in una società italiana è seguito con attenzione dalla Guardia di finanza“. Non vi è nulla di anomalo, infatti, che si verifichi la provenienza di capitali in ingresso in Italia. Staremo a vedere se questi nuovi particolari emersi oggi rappresentino solo un nuovo sgarbo del nemico De Benedetti a Fininvest.

This post was last modified on 4 Settembre 2015 - 11:07

Share
Published by
redazione
Tags: beefondi