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Albertini a CorSport: “Al Milan manca lo spirito vincente”

Demetrio Albertini, storico giocatore e bandiera rossonera, intervistato da Il Corriere dello Sport, ha espresso il suo pensiero sul momento del Milan: “L’unica certezza che ho di questo Milan è che ho vissuto nel momento giusto, dove questa società aveva creato una grande squadra fatta di grandi giocatori che lottavano insieme per conquistare traguardi importanti“.

Sull’avvicendamento Mihajlovic – Brocchi: “Sono amico di Cristian e di Sinisa, non è un problema legato ai nomi. Chi fa l’allenatore sa come vanno certe cose. Mi da molto fastidio che quello che sta accadendo adesso al Milan venga assimilato a quello che succede al Palermo, con tutto il rispetto per questa società, ciò è inconcepibile e immeritato“. Soluzioni per uscire da questa situazione: “Sono favorevole all’italianizzazione della squadra, i calciatori italiani sentono di più l’importanza di questa maglia rispetto ai colleghi stranieri. Bisogna però lavorare insieme senza dare colpe ai singoli“. Da dove ripartire: “Nell’87 Sacchi fu eliminato dall’Espanyol in Coppa Uefa al secondo turno, si ripartì dalla consapevolezza che quel gruppo fosse vincente, tutti insieme“. Come si spiega tutti questi cambi in panchina: “C’è confusione che genera altra confusione. Il Milan non può cullarsi sull’entusiasmo di un derby vinto o trovare i lati positivi di una sconfitta. I valori e i parametri di questa società devono essere ben altri“.

Infine cosa manca adesso al Milan: “Manca lo spirito vincente, in una squadra come il Milan questo non è mai mancato. Mihajlovic è un buon allenatore e Brocchi farà la sua parte, quindi non è un problema di singoli. Bisogna che la società ritrovi le sue radici e l’identità che l’ha fatta diventare unica al mondo“.

This post was last modified on 13 Aprile 2016 - 14:22

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redazione