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Ecco come si innestano gli acquisti rossoneri, in un mercato senza progetto

Quanto è facile criticare il mercato fatto senza vedere come si comporteranno i nuovi arrivi. Tuttavia, se a fare mercato è il Milan, i nomi devono essere per forza di un certo livello: e allora i vari Vangioni, Lapadula, Sosa e Gomez diventano giocatori di rincalzo perché ad arrivare ai campioni ci vogliono soldi e potere di trattativa contro le altre big italiane ed europee.

Le perplessità vengono quando ci si addentra in un progetto che non è un progetto: Lionel Vangioni è un terzino sinistro e va a completare un reparto terzini già abbondante, con cinque interpreti, senza contare che è reduce da un infortunio e il suo rientro potrebbe non rivelarsi essenziale visto che Antonelli e De Sciglio su quella fascia costituiscono già una garanzia. In avanti si corre verso il 4-3-3 con Bacca e Niang quasi certi di farne parte, Suso e Honda che scalpitano per non rimanere esclusi e il neo-acquisto Gianluca Lapadula che rischia, a questo punto di sgomitare col più esperto Luiz Adriano per un posticino da comprimario: acquisto più da sensazione (capocannoniere di B) che mirato. In difesa di colpi semisconosciuti che si sono rivelati ottimi abbiamo avuto la fortuna di vederli: e così, nell’ennesimo mercato low-cost, l’arrivo del paraguaiano Gustavo Gomez rappresenta l’utile incognita. Gli addii di Alex e Mexes e i contemporanei infortuni di Zapata e Romagnoli hanno costretto la società ad intervenire repentinamente sul mercato dei difensori colpendo su un ragazzo noto agli appassionati di futbol sudamericano ma che in Italia dovrà dimostrare di valere i colori rossoneri.

Il reparto che più crea enigmi e risulta di difficile comprensione risulta come sempre il centrocampo. Montella vuole una mezzala più offensiva che sappia sfruttare gli spazi con inserimenti rapidi ed efficaci: i nomi di Zielinski prima e Betancur poi si sono sciolti come neve al sole; ora è il turno di Josè Sosa, che sarebbe un giocatore appropriato in quanto un centrocampista con le sue caratteristiche manca nel gioco che vorrebbe esprimere il tecnico rossonero, se non fosse che non siamo più nel 2007 quando venne acquistato dal Bayern Monaco dopo le esaltanti stagioni all’Estudiantes, bensì nel 2016 con nove anni di delusioni in più e un treno che, forse, per Sosa è passato ormai tempo fa.

This post was last modified on 19 Agosto 2016 - 13:35

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redazione