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Luiz Adriano, il Milan, non se l’è mai preso. In maglia rossonera, per i motivi più vari e disparati, ha reso sempre al di sotto delle aspettative: un pizzico di mala sorte, scelte tecnico-tattiche penalizzanti, qualche infortunio e (forse) anche una sottovalutazione generale di questo buon attaccante. Ma oggi più che mai, a mercato estivo chiuso e una stagione tutta da giocare, l’ex Shakhtar è in una posizione estremamente defilata: riserva del titolare indiscusso Bacca, ma anche dietro all’ultimo arrivato Lapadula. Le gerarchie, almeno per ora, sono chiare: il Peluca è indubbiamente il centravanti del Milan, affiancato nel tridente da Suso e Niang, con l’italo-peruviano scalpitante alle sue spalle. Anche il modulo scelto da Montella per questo inizio di stagione – il 4-3-3 con una punta e due esterni – non aiuta: Luiz è la terza scelta del mister.

Un destino troppo duro e beffardo per Luiz Adriano, arrivato per diventare un riferimento offensivo importante della squadra e ora relegato in fondo alla lista. Un precampionato da protagonista – è stato lui, alternatosi con Niang, il “9” titolare dell’estate – non è bastato: il promesso ceduto Bacca si è tolto dal mercato e rimesso al centro del mondo e dell’attacco rossonero, mentre Lapadula ha lasciato alle spalle infortuni di vario tipo e si è subito conquistato un posto all’ombra del colombiano. L’ex Pescara è piaciuto in allenamento e nei primi spezzoni di gara milanisti, mostrando fame, voglia e determinazione. E l’Aeroplanino, sia a Napoli sia a Bournemouth, ha fatto scelte precise in questo senso: è stato Sir William al San Paolo a subentrare, mentre nell’amichevole di due giorni fa è rimasto in campo più tempo del neo numero 7, evidenziando la preferenza del tecnico.

Un peccato dal punto di vista sportivo, Luiz Adriano, e un salasso economico. Perché se il prezzo del cartellino da 8 milioni, con annesse esose commissioni internazionali, è una spesa non trascurabile, ancor più pesante sui bilanci di Casa Milan è lo stipendio: Luiz Adriano percepisce la bellezza di 3 milioni netti all’anno. Ed è, a conti fatti, il terzo più pagato della rosa dopo Bacca e Montolivo: un salario importante e pesante, da titolare, che non rispecchia le indicazioni del campo dell’ultimo anno. Un capitale importante a tutti gli effetti, che il Milan dei vari Mihajlovic, Brocchi e Montella non è mai riuscito a sfruttare. La confusione societaria e la mancanza di programmazione, oltre a tutto il resto, lo ha colpito duro: con Bacca via e il ricavato speso in altre zone del campo, il Milan avrebbe puntato sui centravanti di casa Lapadula, Niang e Luiz Adriano. La storia, evidentemente, ha preso un’altra piega.

This post was last modified on 7 Settembre 2016 - 00:02

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redazione