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Solide basi difensive. Il Milan ha le sue rocce su cui costruire

Gli amanti del calcio “all’italiana” fatto di difesa arcigna e ripartenza gioiranno nel vedere l’evoluzione rossonera del concetto. Quello di Montella sembra un Milan di Mihajlovic 2.0, che dal tecnico serbo ha ereditato una disciplinata sicurezza difensiva ma che ha in più l’imprevedibilità di un attacco che seppur sornione sa come incidere quanto basta. Tutto parte però da una difesa ritrovata, ancor più di quella del tecnico serbo, che concede poco e si rasserena ad aver le spalle coperte da Gigio Donnarumma.

In particolare è lodevole il feeling che hanno trovato Gabriel Paletta e Alessio Romagnoli. Il primo a dirigere e svettare di testa, il secondo libero di fare l’elastico tra pressing sull’attaccante spalle alla porta e coperture preventive in ogni direzione. Una volta di più col Cagliari a San Siro, che pure ha concesso alla difesa del Milan di rimanere alta spesso e volentieri, i due centrali difensivi hanno fatto correre pochissimi pericoli alla porta di Donnarumma, che resta così imbattuta per la quinta volta tra le mura amiche nelle ultime otto apparizioni a San Siro.

Escludendo le gare di rodaggio delle prime giornate (Torino e Udinese) solamente Sassuolo, Inter e Crotone (peraltro due vittorie e un pareggio) sono riuscite a trafiggere l’estremo difensore rossonero all’ombra della Madonnina. Mentre Lazio, Juventus, Pescara, Atalanta e Cagliari ne sono usciti a bocca asciutta e spesso con sconfitte di misura: sono tre gli 1-0 in favore del diavolo, uno 0-0 con la dea, e il 2-0 ai biancocelesti. Ciò per cui va reso onore maggiormente a Montella è sicuramente aver contribuito al perfetto connubio Paletta-Romagnoli, vera base su cui il mister campano sta costruendo un Milan solido e organizzato.

This post was last modified on 10 Gennaio 2017 - 08:26

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redazione