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Ombre a San Siro

E adesso è crisi. Non tanto nel guardare la classifica. O meglio, non solo. Ma anche per la constatazione che il Milan, questo Milan, non riesca a raggiungere il livello auspicato in estate, fallendo miseramente ogni qual volta il coefficiente di difficoltà tende ad innalzarsi. Il ko con la Roma, il terzo e, forse, il meno meritato di quest’avvio di stagione, certifica tutti gli attuali limiti di un gruppo che, evidentemente, gruppo non è. E che, continuando così, rischia di non diventarlo mai.

Crollo psicologico

Aldilà delle questioni tecnico-tattiche, che analizzeremo più avanti, quello che appare evidente è la fragilità emotiva di Bonucci e soci. Che, al netto dei paroloni usati sui social network, si sciolgono come neve al sole all’incontrare una criticità. Basti pensare a quanto avvenuto con Lazio, Samp, Rijeka e Roma: appena subito un goal, non si è capaci minimamente di reagire e, anzi, si affonda del tutto. Ed è questa, probabilmente, la principale colpa di Montella.

Moduli e uomini

Non è quindi una semplice questione di disposizione in campo, né forse di calciatori a disposizione, seppur cominciano a tuonare le voci di critica sul mercato rossonero. Il quale, sicuramente è stato di livello ma non ha colmato la totalità delle lacune della rosa rossonera. Anzi, ed è forse quello il peccato più grave, a volte si è scelto di reperire dalle contrattazioni, disperdendo risorse economiche, doppioni che invece si sono addirittura aggiunti ad elementi forse inadatti al progetto tecnico del tecnico campano. Basti pensare al terzetto Suso-Bonaventura-Calhanoglu: tre giocatori sicuramente validi ma non funzionali a questo Milan. Come dimostrato dalla continua prostituzione tattica – passateci il termine – a cui Montella, suo malgrado (?), è costretto a sottoporli. Al pari del tentativo di distruzione che si sta operando su Kessié, apparso devastato a livello fisico contro i giallorossi.

In bilico

La pressione, adesso, è enorme. Non solo per il sopracitato Bonucci, ancora autore di una prestazione non degna dello stipendio di miglior difensore centrale d’Europa. Perchè, ad essere in bilico, non è solamente l’ex allenatore della Fiorentina, ma un pò tutto il movimento calcistico rossonero, almeno stando a sentire Fassone. Che, fra le varie cose formali di quest’estate, ne ha chiarita una fin da subito. Ovvero che il Milan non avrebbe potuto non centrare la qualificazione alla prossima Champions League. Ed, al momento, l’impressione è che sia a rischio anche quella all’Europa minore. Quella, peraltro, conquistata quattro mesi fa. Senza aver speso 200 e rotti milioni di euro.

Spiragli

Tutto negativo? Non scherziamo. Siamo, per fortuna, ancora ad inizio ottobre e c’è ancora del tempo per recuperare. Le note positive ci sono: da Rodriguez, uno dei migliori acquisti degli ultimi anni, ad André Silva, in netta crescita come dimostrato stasera, contro la squadra di Di Francesco. Non bisogna, però, dimenticare che la sabbia della clessidra scorra veloce e lo status quo delle cose necessiti un cambiamento immediato. Che non risiede per forza nello stravolgere la guida tecnica, malgrado l’idea Ancelotti stuzzichi il palato dell’intero popolo milanista. Questa è una decisione che spetta esclusivamente alla società. Consapevoli, però, che le lancette girano ed il derby si avvicina. E li, neanche a dirlo, il margine d’errore sarà ridottissimo.

This post was last modified on 1 Ottobre 2017 - 20:47

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redazione