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SM ESCLUSIVO/ F. Locatelli, ex allenatore di Astori: “Sapevamo che avrebbe fatto strada. L’immagine del calcio deve essere quella di Davide”

Le parole di Fabrizio Locatelli, ai microfoni di Radio Reporter per SpazioMilan, il quale ha allenato Davide Astori ai tempi di Ponte San Pietro e che ha visto crescere il ragazzo fino al suo trasferimento nelle giovanili del Milan: “Penso che Davide Astori meritava di tutto e di più. Credetemi, ancora adesso non riesco ancora a connettere che questa notizia sia vera, faccio fatica a rendermene conto. L’avevamo notato io e il suo mister e grande amico Marco Brembilla, al quale dobbiamo riconoscere tutti i meriti della crescita di Davide. Siamo arrivati a questo ragazzino che giocava nel San Pellegrino, l’abbiamo convinto ad arrivare a Ponte San Pietro dove è rimasto – se non erro – per 4 anni fino alla soglia dei Giovanissimi. Poi è arrivata la chiamata di Franco Baresi che allora era il responsabile del settore giovanile del Milan Calcio con Angelo Colombo. Ricorderò sempre l’immagine quando gli abbiamo detto che doveva recarsi a Linate per fare questo provino con il Milan”.

“Era già un ragazzo molto timido e ha fatto fatica a metabolizzare la cosa: ‘Non voglio andare, preferisco rimanere qua’ ci disse, ma io e Brembilla lo convincemmo ad andare. Dopo due o tre settimane mi richiamò Baresi per dirmi che secondo loro Astori era un giocatore da inserire nel Milan. A quel punto abbiamo parlato con il ragazzo e lui con le lacrime agli occhi non voleva andare, l’abbiamo convinto noi dicendogli che era un’opportunità e che tanti ragazzini avrebbero voluto essere al suo posto, che era un’occasione che capitava ad un ragazzino su un milione, dicendogli inoltre che se non ce l’avesse fatta le porte per lui a Ponte sarebbero state sempre aperte. Già da allora avevamo intuito fosse un ragazzino che poteva arrivare lontano, anche perché aveva alle spalle una famiglia seria, dei genitori non bravi, ma addirittura stupendi”.

Tengo a dire ai ragazzini del giorno d’oggi, che vogliono giocare a calcio e vogliono scimmiottare i giocatori perché li ritengono campioni perché entrano in campo con i tatuaggi e le creste, che l’immagine vera del calcio italiano deve essere Davide Astori. Tutti possono diventare campioni, ma per me l’unico fenomeno del calcio e l’unica immagine del calcio deve essere Davide Astori“.

This post was last modified on 4 Marzo 2018 - 17:16

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redazione