Mirabelli: “Non avrei preso Ibra”

Massimiliano Mirabelli, ex DS del Milan, è intervenuto ai microfoni di calciotoday.it per parlare di temi attuali del Milan. Queste le sue parole.

Su Rangnick: “Quando c’ero io si sapeva chi comandasse, non c’era confusione e i risultati si sono visti: siamo andati in Europa League, abbiamo sfiorato la qualificazione alla Champions e arrivati in finale di Coppa Italia contro la Juventus. Il rimpianto è di non aver avuto tempo, mi auguro che ora i dirigenti lo abbiamo per continuare il progetto iniziato. Una nuova rivoluzione sarebbe sbagliata, le voci destabilizzano l’ambiente e Pioli non lavora tranquillamente”.

Su Ibra: “Lo svedese senza dubbio ha dato qualcosa d’importante, anche ai giovani che un tempo vedevano Ibra forse solo nelle figurine. Non vorrei però che sia solo una cosa momentanea, il peso non può andare tutto sulle spalle di un 38enne, seppure campione. Io comunque non l’avrei preso”.

Su Maldini: “Chi ha giocato ad altissimi livelli non è detto che possa fare il dirigente. Paolo è alle prime armi e sta facendo la gavetta, avrà bisogno di tempo per prendere confidenza con questo mestiere”.

Sulle colpe della gestione cinese: “Questo lo dice chi non conosce i fatti. Noi abbiamo trovato una squadra da rifare con una sola sessione di mercato a disposizione, abbiamo dovuto acquistare 10 giocatori. Abbiamo rinnovato il contratto di Donnarumma e con un agente come Raiola non è semplice, di questo ne ha beneficiato l’attuale società. Voglio vedere adesso se e come verrà prolungato il contratto del portiere. Poi abbiamo lanciato Gattuso come allenatore”.

Laura Bisogno

Da Pozzuoli con ardore e sangue flegreo, ma con il cuore professionale forgiato all'ombra della Madonnina. Dal 2018 faccio parte del network Nuovevoci, dove trasformo la passione per il calcio in comunicazione. Il mio percorso si è consolidato a Milano con un Master in Giornalismo Sportivo alla Cattolica: un'esperienza che ha svoltato il mio approccio, permettendomi di raccontare oggi l'universo rossonero con una prospettiva che unisce la narrazione del Sud alla dinamicità della capitale del calcio italiano.
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