Spalletti: “Potevamo chiuderla prima, il Milan ci ha costretto a farlo”

Luciano Spalletti, nel post partita di Milan-Napoli, è intervenuto ai microfoni di DAZN:

“Quello che mi ha fatto piacere è stato reggere così, tenere la partita in equilibrio. Gli ultimi 5 minuti, con l’ingresso di Giroud, hanno giocato sulla fisicità e ci hanno costretti a soffrire un po’. Non siamo riusciti a organizzare ripartenze con i tre piccoletti, perché nel calcio la fisicità conta. Abbiamo giocato da grande squadra contro un grande avversario.

Petagna? Ha avuto un paio di crampi, ma sta tutto lì. Se non riesci a organizzare una costruzione dal basso, ci vuole Petagna tutta la vita. Se fossimo riusciti a organizzare due passaggi, con i tre piccoletti avremmo potuto chiudere la partita. Mettendo Ounas speravamo di ripartire, il Milan si era un po’ aperto per giocare queste palle lunghe sul fronte offensivo. Se non riesci a organizzare le ripartenze, ovviamente serviva Petagna.

Come abbiamo costruito la partita? Volevamo portare pressione. La partita l’abbiamo tenuta in mano bene, tolto qualche momento in cui l’aggressività del Milan non ci ha permesso di giocare come volevamo, con pochi spazi. Lobotka ci ha dato una grossa mano in questo senso nel secondo tempo. Lui è bravissimo a ruotare su stesso, col baricentro basso, come Pizzarro (ride, ndr.).

La sofferenza in questa partita? Si sono dati tutta una mano. Venivamo da due sconfitte forse immeritate, quando si abbassa l’entusiasmo con una maglia così addosso, diventa tutto difficile. I ragazzi sono stati bravi all’inizio, hanno retto all’inizio quando il Milan recuperava spesso la palla.

Vesuvio? Questa volta non è stato solo una cartolina di Napoli, ma l’atteggiamento della nostra squadra.

Laura Bisogno

Da Pozzuoli con ardore e sangue flegreo, ma con il cuore professionale forgiato all'ombra della Madonnina. Dal 2018 faccio parte del network Nuovevoci, dove trasformo la passione per il calcio in comunicazione. Il mio percorso si è consolidato a Milano con un Master in Giornalismo Sportivo alla Cattolica: un'esperienza che ha svoltato il mio approccio, permettendomi di raccontare oggi l'universo rossonero con una prospettiva che unisce la narrazione del Sud alla dinamicità della capitale del calcio italiano.
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